Vedi Napoli e poi…Vinci! Rossoneri sempre più quarti e in semifinale di Coppa Italia

by Antonio Mele | 1 Febbraio 2019

“Vedi Napoli e poi muori” così un 38enne Johann Volfang von Goethe esclamò alla mirabile vista della città di Napoli in una lettera divenuta famosa e che decanta la bellezza del capoluogo partenopeo. Lo stesso Goethe, di lì a poco, avrebbe scritto la sua opera summa, IL FAUST, riprendendo una storia popolare tedesca in cui un uomo vende l’anima al diavolo al fine di coltivare al meglio la sua ricerca di conoscenze proibite e di piaceri materiali. Napoli e il Diavolo, una costante che ricorre e che ci porta dritti dritti alle vicende dell’ultima settimana rossonera, una settimana all’insegna del doppio scontro tra i Diavoli di Gattuso e la Bella Napoli del sempre amato Carlo Ancelotti alla sua prima a San Siro, dopo i fasti danzanti col Diavolo di coppa di non molti anni fa.

Come detto il calendario porta le due compagini ad affrontarsi ben due volte nel giro di soli 3 giorni. In primis è l’anticipo di campionato, in secundis un quarto di Coppa Italia, partita secca per il passaggio del turno. La vigilia delle doppia sfida è carica di emozione e di sensazioni differenti. Le due sqaudre vengono entrambe da una vittoria nella prima giornata di ritorno rispettivamente contro Genoa e Lazio. Inoltre come detto quella di San Siro non può essere una partita qualunque per il sor Carletto, condottiero di tante vincenti battaglie al timone del diavolo al comando del quale ora c’è il suo più fido scudiero Rino Gattuso. Infine la settimana è resa ancora più intensa emotivamente in casa Milan, dall’epilogo del “caso” Higuain che dopo aver deciso unilateramente di non far parte della trasferta di Genova, ottiene finalmente la cessione ricongiungedosi a Londra con il padre putativo Sarri. Per colmare la lacuna i rossoneri optano per una scelta coraggiosa, puntano al giovane vicecapocannoniere della serie A, Krzysztof Piatek, autore di ben 19 gol in 20 partite giocate nella stagione corrente con la maglia del grifone. Una scelta sembrata azzardata per una parte della tifoseria che vede come un ridimensionamento il passaggio da un campione acclamato come Higuain a una scommessa come Piatek. Ma come spesso accade, i dubbi dei tifosi vengono spazzati via presto. Già dalla conferenza stampa di presentazione, Piatek dimostra una voglia di Milan e di giocare per questa maglia che non si vedevano da tempo e termina ogni frase con un monito: “sono nato pronto, voglio dimostrare sul campo e fare gol”. E saranno proprio le due gare contro il Napoli a dimostrare di che pasta sia fatto “il pistolero”.

L’atmosfera quindi che caratterizza la prima delle due sfide di San Siro è dunque carica di stimoli e sul campo le due squadre non sono da meno. Gattuso conferma il suo solito 4-3-3 affidandosi ai suoi titolarissimi preferendo Calabria ad Abate e all’ottimo, ma acciaccato, Conti, confermando Paquetà per la quinta gara consecutiva da titolare come uomo di raccordo tra centrocampo e attacco e schierando il sempre vivo Cutrone al centro dell’attacco. Piatek, appena arrivato parte dalla panchina. Dall’altro lato della barricata Carletto sorprende tutti affidandosi si al 4-4-2 ma schierando contemporanemente tutta la sua artiglieria pesante Milik, Insigne, Mertens e Callejon tutti in campo dal primo minuto. Sulla carta sembra la piuù classica delle partite viste negli ultimi anni tra Milan e Napoli. Un Milan timidamente arroccato in fase difensiva a subire le avanzate e le scorribande di un Napoli tutto qualità e fantasia. Ma come spesso accade la realtà è ben diversa. La gara risulta da subito molto equilibrata con il Napoli a tenere principalmente, ma non in maniera unitaria, il pallino del gioco ed il Milan ordinato e abile a ripartire, non senza qualche brutto errore tecnico come quello di Calhanoglu in una ripartenza 3 contro 3. Dal punto di vista tattico. la chiusura delle catene laterali da parte degli uomini di Gattuso permette al Napoli solo sporadiche giocate da fuori del sempre vivo ma poco incisivo Insigne, complice lo scarso lavoro in copertura di Suso. Sul fronte rossonero invece risulta buona l’intesa tra Paquetà, ottimo nella gestione delle due fasi di gioco, e Calhanoglu che in un paio di occasioni sfruttano degli scambi stretti mandando in difficoltò lo scarno centrocampo napoletano fatto più da costruttori di gioco che da interditori. Da uno di questi scambi nasce infatti l’azione rossonera più pericolosa del primo tempo con Cutrone che, servito in profondità da Calhanoglu, calcia bene ma fuori misura. A proposito di Cutrone, ci teniamo a spendere una parola d’elogio al lavoro sporco del giovane attaccante rossonero, cresciuto molto nel pressing e nella gestione delle situazioni spalle alla porta. Atra nota positiva è la crescita di Calabria, ottimo in fase difensiva e di rilancio dell’azione dal basso.

Nel secondo tempo, si riparte più o meno alla stessa maniera con il Napoli che prova a sfruttare qualche tiro (vedi Milik) per vie centrali e il Milan ordinato e pungente in ripartenza. Da notare una bella giocata sull’asse Suso-Cutrone-Kessiè che porta al tiro l’ivoriano fermato a due passi dal gol solo dalla deviazione di Malcuit. Col passare dei minuti, complice la stanchezza, cala l’intensità delle giocate sul lato sinistro da parte di Paquetà e Calhanoglu e Malcuit, fino a quel momento in ombra, prende campo e inizia ad essere pericoloso con qualche discesa di troppo. Per questo motivo Gattuso corre ai ripari e sostitutisce il brasiliano con Borini e spostando Calhanoglu in mediana. Risultato: riequilibrio della situazione e pericoli minori. Pochi minuti dopo è invece il momento del cambio più atteso, Piatek fa il suo esordio a San Siro sostituendo Cutrone per gli ultimi 20′. Il giovane polacco mostra subito di che pasta è fatto portando un pressing feroce ai portatori palla del Napoli e mostrando una grande velocità nello scatto a discapito dell’importante mole. Da una sua spizzata in mezzo all’area al minuto ’87, il Milan va vicinissimo al gol con Musacchio che calcia in acrobazia trovando la grande risposta di Ospina. E’ l’epilogo di una bella partita, con un solo piccolo neo, i troppi tiri concessi al Napoli, in particolare a Zielinski negli ultimi minuti che, potevano costare caro come in altre occasioni (vedi la gara d’andata).

Si arriva dunque alla gara di Coppa Italia con la consapevolezza che sarà una sfida altrettanto combattuta e che il risultato sarà legato alla prestazione dei singoli, dato che il collettivo è ben rodato in entrambe le formazioni. Dal punto di vista tattico le scelte degli allenatori sono in linea con quelle della gara di campionato ma con scelte diverse sugli interpreti. Ancelotti opta per una scelta più conservativa schierando Fabian Ruiz e Zielinski sugli esterni di centrocampo a dialogare con i due terzini Malcuit a destra e il ritrovato Ghoulam a sinistra cercando di dare maggiore ampiezza alla manovra. Davanti spazio al duo Insigne-Milik con alle loro spalle a fare legna a centrocampo i rientranti Allan (assente in campionato per le voci di mercato che lo volevano vicino al trasferimento al PSG) e Diawara, entrato nei radar proprio della compagine rossonera per Gennaio. Per quanto riguarda il Milan, Gattuso cambia ben 5 interpreti, con uno sguardo alla decisiva gara di campionato contro la Roma di domenica prossima, inserendo Laxalt al posto di Rodriguez e Abate al posto di Calabria sugli esterni, conferme a centrocampo per il trio Kessiè-Bakayoko-Paquetà mentre inedito l’attacco con Borini e Castillejo sugli esterni e, per la prima volta da titolare, il neo arrivato Piatek, che si era ben messo in mostra nello spezzone della gara di campionato.

Pronti-via è proprio il polacco a far intuire che la serata sarà diversa rispetto a domenica. Azione corale e veloce che parte sul lato sinistro con Laxalta con Piatek che scatta in mezzo ai due difensori centrali del Napoli poggia a Kessiè che ritorna il pallone ad un tocco e lo stesso Piatek sfiora il palo con un tiro di impatto sul secondo palo. E’ solo il prologo del gol che avviene con simile sviluppo. Sempre Laxalt lancia nello spazio tra Maksimovic e Koulibaly nel quale, sfruttando la disattenzione del serbo, si infila Piatek che batte con un colpo sul secondo palo l’incolpevole Meret. Un gol figlio della caperbietà e cattiveria del polacco ad aggredire gli spazi e nell’attaccare la porta con velocità e ferocia da grande attaccante. Una cosa che colpisce del lavoro del polacco è la sua capacità di gestione della palla spalle alla porta e di smarcarsi dal direto marcatore con ottimo lavoro di corpo. Inoltre il lavoro con i tagli in mezzo ai due centrali che hanno mandato in tilt anche il forte Koulibaly.

La reazione del Napoli non si fa attendere e si concretizza con un bel tiro di Insigne, nato col solito sviluppo dalla fascia e palla in mezzo e, complice una sfortunata deviazioni di Romagnoli che lascia lo stesso capitano partenopeo libero di calciare ma Donnarumma si fa trovare pronto. Ma quello del Napoli è un semplice fuoco di paglia. Pochi minuti e i ragazzi raddoppiano con un gol meraviglioso che fa venire giù San Siro. Borini recupera palla sull’esterno aiutando Laxalta a respingere l’avanzata di Malcuit, cede a Paquetà che con un lancio meraviglioso di prima serve Piatek scattato ancora una volta in mezzo ai difensori napoletani, il “Pistolero” controlla, si sposta palla sul destro e con un tiro di rara precisione e potenza fredda  Meret e fa esplodere San Siro. E’ il 27′ ed è già il sipario sulla partita. Infatti il Napoli, pur mantenendo una maggioranza nel possesso palla, non riesce praticamente mai a rendersi pericoloso e il Milan sembra in totale controllo. Dal punto di vista individuale oltre al già citato Piatek, la partita ha consacrato Bakayoko come padrone assoluto del centrocampo , capace come pochi di rubare palla e far ripartire l’azione come un moderno box to box. Un’altra mensione speciale sicuramente va fatta per Laxalt, fino a questo momento un corpo estraneo nel gruppo rossonero, artefice di una prestazione attenta sul piano difensivo e confortante in fase offensiva. Rispetto a Rodriguez, infatti, la sua presenza da maggiore profondità e sviluppo verticale alla manovra e questa, alla distanza, potrebbe essere un’arma importante per Gattuso per la rincorsa agli obiettivi prefissati.

Una settimana quindi ottima in casa rossonera che rilancia il Milan al quarto posto e in semifinale di Coppa Italia nella quale la squadra di Gattuso affronterà la Lazio di Simone Inzaghi in un rematch della gara dell’anno precedente. Se la crescita del gruppo con l’arrivo di Piatek e Paquetà e il recupero degli infortunati o di giocatori fino a questo momento poco utilizzati, è importante e costante, d’altro lato il mercato purtroppo non ha portato la tanto agognata ala sinistra. La società infatti non ha trovato un profilo idoneo dal punto di vista tecnico e sostenibile sul piano economico. Anche se Gattuso ha fatto capire che è contento della rosa a disposizione, crediamo che l’aggiunta di un’ala sinistra di corsa e dribbling avrebbe fatto comodo alla causa. Ma con un Piatek così, come un novello “Faust”, tutto è possibile e il “patto col diavolo” è appena iniziato.

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