Udinese-Milan, Giampaolo: “Domani voglio vedere un Milan già competitivo. Piatek e André Silva…”

by Raffaele Ferrara | 24 Agosto 2019

Parola a Marco Giampaolo. Il nuovo allenatore del Milan parla in conferenza stampa prima del suo esordio in panchina in campionato, domani contro l’Udinese.

Pensava di essere al punto in cui si trova?

“Il lavoro lo abbiamo portato avanti così come lo avevamo programmato. E’ che sono arrivati in ritardo alcuni giocatori, adesso quando comincia il campionato le sedute diminuiscono. Chi è arrivato tardi ha bisogno di tempo, quelli con cui abbiamo iniziato sono stati bravi. Dobbiamo affinare alcuni dettagli, per me non è una cosa nuova, conosco queste dinamiche. Gli ultimi arrivati stanno lavorando bene.”

Che Milan vuole vedere contro l’Udinese?

“Le partite che abbiamo giocate sono state diverse dal punto di vista della contrapposizione. Quindi sono state 6 partite diverse e abbiamo sempre cercato step per migliorarci, sono state tutte utili. Dobbiamo migliorare, tutto fa parte del percorso, la cosa che mi rende sereno è che i giocatori mi seguono e sono attenti.”

Ci racconta questi due mesi di emozioni?

“Per me è un sogno. È una grande chance per me e per i calciatori. Sono in un ambiente straordinario e in una struttura eccellente.”

A proposito di tempo e di ultimi arrivati: per questo giocherà Calhanoglu play e non Bennacer?

“Gioca chi sta meglio sul piano fisico e sulle conoscenze collettivo, non posso tradire i concetti di lavoro. Staranno fuori diversi giocatori forti, ma che non conosco bene con la condizione. Bennacer si è allenato a casa, può essere che gli possa ritagliare un po’ di spazio. Spero di poter inserire tutti gli altri, ho necessità di inserire tutti nel progetto.”

Il Milan è in ritardo?

“Domani dobbiamo essere competitivi, al di là di quelli che sono i miei step. Le partite si giocano anche su altri aspetti, caratteriali, emozionali e della voglia di vincere. Gli aspetti organizzativi ho bisogno di tempo nel lungo periodo.”

Estate tormentata per Suso: sembra destinato a restare, è la sua vittoria? Capello dice che è un esterno: secondo lei è un trequartista?

“Ho espresso un parere tecnico, poi il calcio non è solo quello. Per le dichiarazioni di Capello, che non ho letto, è vero che ha giocato sempre esterno e nella visione di tutti è un esterno. Avevo qualche dubbio anche io all’inizio, il calciatore mi ha dato ampia disponibilità e non si è mai allenato. Ha fatto cose egregie lì, i giocatori forti possono giocare dappertutto. Ci sono quelli condizionati dalla riga, lui no. Suso mi ha dato grande disponibilità, andiamo avanti. Sono felice che resti, ma il mercato è ancora aperto.”

Piatek ha avuto un precampionato difficile senza mai segnare. Questione tattica? È preoccupato?

“Non sono preoccupato per lui. Ha caratteristiche particolari, isolarlo li davanti non è il massimo. E’ un giocatore di profondità più che di palleggio, giocare con uno a fianco gli può togliere la marcatura. In alcuni parametri ha manifestato un livello di fatica più alto rispetto agli altri, deve togliere qualche tossina. Ne ha avute di occasioni, non mi preoccupa il fatto che non abbiamo segnato. Bado alla sostanza delle cose. La porta la vede, è forte, quando calcia in porta è preciso. Lo facciamo giocare già vicino alla porta possibile e può trarre solo dei vantaggi.”

Ha parlato di mercato con la società?

“Io ho la fortuna di lavorare con dirigenti che sono stati grandi giocatori e conoscono le dinamiche di come funzionano in una squadra di calcio. Quando mi confronto con loro vengono fuori delle raffinatezze, sono stati giocatori di grande livello, e sanno cosa devono fare. Qualche volta posso sbagliare io, mi lamento quando non c’è passione e sentori di un pensiero collettivo. Io mi innamoro dei calciatori, non degli inaffidabili, di quelli che timbrano il cartellino. Le qualità individuali ci sono, possono far valutazioni i dirigenti.”

A proposito di tritacarne: qui le pressioni sono notevoli, è una città che vive di calcio. Riuscirà ad accettarsi l’inasprimento delle critiche e dell’entusiasmo?

“Faremo in modo di creare una critica positiva, quando sei dedito al tuo lavoro 18 ore al giorno, quando hai cura dei particolari non devi aver paura di niente. Galeone, il mio maestro, mi diceva meglio affogare in un oceano che in un bicchiere d’acqua.”

La società sembra non ossessionata dalla Champions

“Corrono tante squadre, i valori e le differenze si sono assottigliate. Per storia  deve correre per quell’obiettivo, ma non è il solo. Probabilmente per questo non viene sottolineato, ma non siamo qui per recitare una parte. Dobbiamo fare il meglio e il massimo.”

Ha sentito Gattuso?

“Non l’ho sentito ma presto lo andrò a trovare nel suo ristorante a Gallarate.”

Ha avuto le chiavi del centro sportivo?

“Le chiavi del centro le ho, passo grande parte della giornata qui. Io ho un difetto, non riesco a vivere emozioni, non godo del momento. Non mi rendo ancora conto.”

Il punto sugli infortunati e il rigorista

“Mi è dispiaciuto perdere Biglia, pensavo di recuperarlo. perché stava facendo bene. È un giocatore professionale, mi piace l’uomo e il giocatore. Poi ci sono gli infortunati di lungo corso come Caldara, Bonaventura alcune volte è dentro alcune fuori, lo stiamo reinserendo in un programma riabilitativo, Hernandez spero di averlo dopo la sosta. Il Il rigorista è Piatek, per statuto il rigore lo tira l’attaccante.”

Il Milan è una delle squadre più giovani della Serie A: servono innesti di esperienza?

“Non lo so cosa significa esperienza, le evoluzioni del mercato non le conosco. Non ci penso, brucerei energie nervose.”

Come trasmette il senso di appartenza ai nuovi?

“Essere al Milan è un privilegio. I calciatori hanno tutto per fare bene il lavoro che fanno e poi questo club ha milioni di tifosi, Basta quello.”

Tra meno di un mese c’è il derby: è lì che vuole vedere il Milan rodato?

“Anche domani vorrei vedere il mio Milan, lo voglio vedere sempre almeno nello spirito. Ci sono momenti in cui fai due passi avanti, e altri nei quali ne fai due indietro.”

André Silva è condizionato dal mercato?

“André Silva è un po’ condizionato dal mercato ma si allena bene, non sta lì ad aspettare. Ci conto. Ad oggi per me è un calciatore del Milan, se domani ne avrò bisogno lo farò giocare. E’ un giocatore del Milan, poi si vedrà. Confido molto nella sua serietà professionale.”

A che punto sono Duarte e Leao?

“Hanno fatto pochi allenamenti entrambi, dimostrano disponibilità e curiosità. Sono giocatori che sono dentro, si impegnano, cercano di capire prima e velocemente le cose che chiediamo.”

Sulle voci di mercato su Correa

“Non lo conosco (ride ndr).”

×