Tra testa e cuore: la cessione di Patrick Cutrone

by Gabriele Amerio | 31 Luglio 2019

Ormai è ufficiale: Patrick Cutrone, centravanti della nazionale under 21 e prodotto del vivaio rossonero, è un giocatore del Wolverhampton. Ai rossoneri sono stati versati 18 milioni di euro di parte fissa, con la possibilità di arrivare fino a 25 milioni grazie all’inserimento di bonus.

Arrivato da piccolo nelle giovanili del Milan, Cutrone si è messo in mostra nella Primavera allenata da Stefano Nava. Il ragazzo si è sempre messo in mostra come un centravanti d’area, nonostante agli albori della carriera giocasse come centrocampista centrale. Dopo l’esordio in prima squadra sul finire della stagione 2016/17, Montella ha deciso di concedere una chance a Cutrone, aggregandolo alla tournée estiva precampionato. E proprio in quella spedizione si è capito che il ragazzo avrebbe potuto fare strada in prima squadra: la svolta arriva nella vittoria 4-0 contro il Bayern Monaco, dove Cutrone mette a segno una clamorosa doppietta.

Da lì è solo un crescendo: nonostante gli arrivi di Kalinic e Andrè Silva, Cutrone riesce sempre a ritagliarsi il suo spazio sia in campionato che in Europa League e al termine della prima stagione da professionista mette a referto ben 18 gol, alcuni arrivati in momenti molto delicati. Grazir alla sua voglia e al suo attaccamento alla maglia, Cutrone entra subito nei cuori dei tifosi che lo trattano come un Golden boy, dedicandogli cori, striscioni e tantissimi post sui social.

Il ricordo che il ragazzo ha lasciato a Milano, infatti, è parecchio carico di sentimenti positivi. Sentimenti che potrebbero anche trascendere un discorso prettamente tecnico tattico ma, al giorno d’oggi, con amore e attaccamento non si vincono le partite. La cessione di Cutrone ai Wolves, infatti, è da analizzare sotto due prospettive, quelle della testa, della ratio, contrapposta a quella del cuore.

Non è mai bello veder partire un beniamino dei tifosi. C’è, però, da fare una precisazione: il Milan è al suo ennesimo anno 0, l’ennesima ricostruzione dal basso. Quei soldi servono al Milan? Sì. Il ragazzo può essere rimpiazzato, magari anche da un giocatore più pronto e più forte? Sì. Ecco, questo è stato il ragionamento del Milan.

Con l’arrivo di Piatek, infatti, lo spazio per Cutrone era diminuito parecchio: due centravanti puri, per Gattuso prima e Giampaolo poi non sono più di tanto compatibili. Ed ecco perché Patrick è finito sull’altare dei sacrificati, non tanto per un discorso professionale, quanto per un discorso tecnico tattico: il giocatore chiedeva spazio, spazio che Giampaolo e il Milan non potevano assicurargli. La società ha deciso così di cercare di unire l’utile al dilettevole: dare lo spazio che si merita a Cutrone, fare cassa, cercare di investire quei soldi su un altro giocatore che possa meglio sposarsi in coppia con Piatek.

Certo, ciò non toglie e non può cancellare quello che Cutrone, in questi anni, ha lasciato nel cuore dei tifosi: un ragazzo buono, voglioso e che dava tutto per la maglia. Il suo DNA, quello del Milan, nessuno mai glielo estirperà: il discorso emotivo, però, va separato da quello tecnico.

Tutti felici, o quasi: anche se molti tifosi sono tristi, ricordiamoci che la cessione è stata fatta per il bene del Milan. E per tornare, il prima possibile, ad essere QUEL Milan.

a cura di Gabriele Amerio

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