Storie dall’Inferno: una serpe in seno e i primi anni bui

by Andrea Fabris | 12 novembre 2018

La scorsa settimana, con Storie dall’Inferno, ci eravamo lasciati con il Milan che vinse il titolo del 1907. Oggi, continuiamo la nostra storia con uno dei periodi più bui della storia rossonera.

La secessione – Nati dopo, nati tardi, nati male

Nel Nord Italia, ormai, il football era diventato uno degli sport più popolari, così, la Federazione cominciò ad organizzarsi. Prima di tutto, si decise, quindi, che il campionato dovesse essere giocato solamente solo da calciatori italiani. Così, le tre società più importanti dell’epoca, Juventus, Genoa e, appunto, il nostro Milan, si autoesclusero, avendo nelle loro fila giocatori di nazionalità straniere – in prevalenza inglesi e svizzeri. Il campionato 1908, quindi, venne vinto dalla Pro Vercelli. In segno di protesta verso tale provvedimento, i Rossoneri arrivano a consegnare a La Gazzetta dello Sport in cui, i nomi dei calciatori di tutta la rosa – anche quelli italiani – vennero tradotti in inglese: Radice divenne Root, Moda e Sala divennero Fashion e Hall, Bianchi divenne Whites, Lana divenne Wool. Tuttavia, poi, la dirigenza rossonera tornò sui suoi passi e acconsentì di sottostare ai regolamenti della Federazione.

Secondo la versione ufficiale, 43 soci del club, guidati dal grafico Giorgio Muggiani e irritati dall’atteggiamento remissivo della dirigenza rossonera nei confronti della FIF, l’8 marzo 1908 fondarono il Football Club Internazionale Milano, al Ristorante Orologio di Porta Genova. Alla base di questa decisione, secondo loro, c’era la volontà di ribadire che il football fosse uno sport “internazionale”. In realtà, ai tempi, la dirigenza inglese si era completamente defilata, lasciando la reggenza del club a Giannino Camperio. Probabilmente, la decisione della secessione interista avvenne per dei dissapori fra Camperio e alcuni dirigenti, che utilizzarono come pretesto la decisione federale. I rapporti all’interno del club erano molto tesi, soprattutto quelli fra Camperio e i fratelli svizzeri Herr a Arturo Hintermann. Proprio Herr, prima di andarsene, lancerà il seguente anatema: “Per quarantatrè anni (pari al numero dei soci che lasciarono il club, ndr) non vincerete più uno Scudetto!” Purtroppo, avranno ragione.

Così, nel 1909, il Milan torna al football ufficiale. Il nuovo presidente del club divenne Piero Pirelli. Nel girone eliminatorio, i Rossoneri sfidano Inter e US Milanese, con questi ultimi che arrivano a contendersi lo Scudetto con la Pro Vercelli. Tuttavia, il Milan riuscì a vincere il primo Derby della storia, battendo l’Inter 3-2.

18 ottobre 1908 – Un immagine del primo Derby di Milano, vinto 3-2 dai Roossoneri.

I primi anni bui

Nel 1909-1910, il campionato diventa a girone unico, con ben 9 squadre partecipanti e 16 partite di campionato da disputare. Alla competizione parteciparono Milan, Inter, US Milanese, Ausonia, Juventus, Torino, Pro Vercelli, Andrea Doria e Genoa. I Rossoneri arrivarono sesti, mentre i Nerazzurri vinsero lo Scudetto battendo la Pro Vercelli nello spareggio finale. Tuttavia, va ricordato che i vercellesi schierarono la formazione giovanile in polemica con la Federazione, che non aveva concesso loro di rinviare la gara a causa degli impegni militari dei loro calciatori.

Il 15 maggio 1910, poi, debutta anche la Nazionale Italiana, che batte 6-2 la Francia e che vede fra le sue fila i Rossoneri Aldo Cevenini e Pietro Lana, autore del primo gol della storia azzurra.

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15 maggio 1910 – La prima formazione della Nazionale italiana che sfidò la Francia. Fra gli Azzurri, i Rossoneri Aldo Cevenini (secondo da sx) e Pietro Lana (terzo da sx).

La stagione seguente, il Milan preparò una squadra di tutto rispetto, per ristabilire la leadership cittadina, introducendo in squadra due campioni come Louis Van Hege e Renzo De Vecchi, a cui dedicheremo delle puntate speciali nelle prossime settimane. Tuttavia, i Rossoneri devono sempre cedere di fronte al dominio incontrastato della Pro Vercelli, sia nel 1911 che nel 1912.

Nel 1913, i Rossoneri acquistano un altro belga, Camille Nys, insieme agli inglesi Robert Roberts e Emyl Croom. Tuttavia, dopo aver vinto il girone ligure-lombardo, il Milan deve cedere il passo a Lazio e Pro Vercelli, che si contenderanno il titolo – il quale finirà ancora una volta ai piemontesi.

Per il campionato 1913-1914, il Milan resta nel girone lombardo, dove viene ripescata anche al Juventus, la quale avrebbe dovuto retrocedere in seconda categoria essendo retrocessa dal girone piemontese la stagione precedente. Al termine della stagione, sarà il Casale a vincere lo Scudetto, battendo in finale la Lazio.

 

Andrea Fabris (@andreafabris96)

 

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