Storie dall’Inferno: lo Scudetto 1957 e le prime prove per l’Europa

by Andrea Fabris | 10 Marzo 2019

Bentrovati cari amici di L’Oracolo Rossonero per un nuovo appuntamento con la nostra rubrica Storie dall’Inferno – Le origini. La scorsa settimana avevamo lasciato il Milan del neopresidente Andrea Rizzoli a festeggiare il suo quinto Scudetto, quello della stagione 1954-1955.

Al termine di quella trionfante annata, il presidente puntella la squadra con alcuni acquisti mirati, che servono ad aumentare le alternative in rosa. Nel 1955-1956, il Milan chiude il campionato al secondo posto, staccato 12 punti dalla Fiorentina Campione d’Italia, che si dimostra nettamente superiore ai Rossoneri, battendoli sia all’andata che al ritorno. Capocannoniere del campionato, ancora una volta, si conferma Gunnar Nordahl, con 23 reti.

In Coppa dei Campioni, invece, il club rossonero elimina Saarbrucken e Rapid Vienna, arrendendosi solamente in semifinale contro il Real Madrid, che si impone 4-2 in Spagna e cade 2-1 a Milano. A giugno, poi, si gioca la Coppa Latina, che vede il Milan parteciparvi al posto della Fiorentina e vincere la competizione per la seconda volta, eliminando il Benfica in semifinale e battendo 3-1 l’Atheltic Club di Bilbao in finale, grazie alle reti di Osvaldo Bagnoli – sì, il futuro storico tecnico del Verona Campione d’Italia degli anni Ottanta – Giorgio Dal Monte e del solito Schiaffino. Nel mentre, il club cambia sede societaria, spostandosi da Corso Venezia a Via Andegari.

La Stagione

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Gipo Viani

In estate, Nordahl lascia il Milan per trasferirsi alla Roma. Di conseguenza, Rizzoli mette la mano al portafoglio e si muove pesantemente sul mercato, portando nel capoluogo lombardo calciatori come il futbolista argentino Ernesto Cucchiaroni, detto Tito, la punta Carlo Galli e il rientrante Alfio Fontana. In panchina, Puricelli viene sostituito da Gipo Viani, lo sceriffo, così soprannominato per via dei suoi metodi e per la sua somiglianza con l’attore statunitense John Wayne.

Guidati dal capitano Nils Liedholm, i Rossoneri partono bene in campionato, tenendo testa a Sampdoria e Fiorentina, laureandosi campioni d’inverno. Tuttavia, all’inizio del girone di ritorno, Cucchiaroni e Gastone Bean, un piccolo giovane attaccante di 170 cm per 70 kg, che si alternava in avanti con Galli, vengono colpiti dal tifo e sono costretti a passare diverse settimane in una clinica di Monza. La squadra, però, non ne risente e si porta a +9 sulla Viola, mantenendo le distanze e conquistato il suo sesto Scudetto con tre turni d’anticipo.

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Ernesto Cucchiaroni

A giugno, poi, i Rossoneri prendono parte anche all’ultima edizione della Coppa Latina, dove in semifinale ritrovano il Real Madrid di Santiago Bernabeu che vincerà le prime 5 edizioni della Coppa dei Campioni. I Blancos, che in squadra possono contare fenomeni come Héctor Rial, Francisco Gento, la Saeta Rubia, Alfredo Di Stefano, il calciatore più forte del mondo, e Raymond Kopa, la stella francese, si impongono con un secco 5-1. Il Milan si accontenta della finalina per il terzo posto, dove batte il Saint-Etienne. Il Milan chiude la Coppa Latina con 2 vittorie, 1 secondo e 1 terzo posto che, aggiunti alla semifinale di Coppa dei Campioni del 1956 portano i primi timbri del club rossonero sulla scena internazionale.

 

Andrea Fabris (@andreafabris96)

 

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