Storie dall’Inferno: Finalmente! Il Milan è campione d’Italia 1951!

by Andrea Fabris | 25 Febbraio 2019

Cari amici di L’Oracolo Rossonero, bentrovati con un nuovo appuntamento della nostra rubrica di Storie dall’Inferno – Le origini. Dopo aver analizzato e approfondito la conoscenza di diversi campioni che hanno vestito i nostri colori fra gli anni Quaranta e gli anni Cinquanta, oggi rivivremo la cavalcata che ha portato il Milan a rivincere lo Scudetto dopo un digiuno di ben 43 anni, interrompendo così l’anatema lanciato da Herr Hintermann poco prima di lasciare il club e dare il via alla secessione del 1908.

Milan Campione d’Italia 1950-1951: la fine di un digiuno che durava 43 anni!

Fin da subito, la stagione vede fra i favoriti Milan, Inter e Juventus. Sulla panchina rossonero siede Lajos Czeizler, un magiaro – come tante delle figure più importanti della storia del calcio della prima metà del Novecento – che il presidente Umberto Trabattoni ha messo sotto contratto dopo un’amichevole estiva contro il Norrkoping. Proprio lui, con la squadra svedese, è riuscito a vincere ben 4 campionati consecutivi e, in rossonero, sarà fondamentale per gli acquisti di Nils Liedholm e Gunnar Gren, che raggiungeranno a Milano Gunnar Nordahl, che già conosceva Czeizler.

Risultati immagini per Milan 1950 1951

Dopo l’ottima stagione 1949-1950, che vede la nascita ufficiale del Gre-No-Li, che porta i Rossoneri al secondo posto in campionato dietro alla Juventus, i tifosi hanno grandi aspettative sulla squadra in vista del campionato 1950-1951. Il Milan parte fortissimo: sono ben 26 le reti nelle prime 6 giornate, dove i Rossoneri battono Udinese, Sampdoria, Novara (9-2), Napoli, Palermo e Lucchese. La prima battuta d’arresto, però, purtroppo, arriva al derby, dove un altro svedese, Karl Lennart Skoglund, detto Nacka, regala la vittoria all’Inter a pochi minuti dal termine della gara. Tuttavia, i ragazzi di Czeizler si riprendono subito e, grazie al Pompierone Nordahl, infilano una serie di 10 vittorie consecutive. Tuttavia, nel finale di stagione, 3 pareggi consecutivi permettono all’Inter di avvicinarsi e portarsi a meno 3 dai nostri. All’ultima giornata, quindi, la classifica recita così: Milan 60, Inter 57.

 

Si arriva quindi al 10 giugno 1951 dove, a San Siro, il Milan si gioca il tutto per tutto contro la Lazio, mentre l’Inter gioca a Torino contro i Granata, in piena lotta retrocessione. Nel mentre, al Vigorelli, Fiorenzo Magni vince il Giro d’Italia, a sorpresa, davanti a grandi campioni del suo tempo, come Fausto Coppi. Dopo 13 minuti, la Lazio passa in vantaggio con Enrique Flamini, che gela i tifosi rossoneri. Il Milan ha l’opportunità di pareggiare al ’19, con Carletto Annovazzi che, insolitamente, si presenta sul dischetto per un calcio di rigore. Il suo tiro, tuttavia, viene parato da Lucidio Sentimenti IV, che devia in corner. A metà tempo, però, Nordahl infila il pareggio ma, nel finale, il fratello del portiere biancoceleste, Sentimenti V, il più piccolo, riporta la Lazio avanti. A fine primo tempo si sparge la voce che l’Inter stia perdendo a Torino così, nella ripresa, i Rossoneri si scatenano, ma non riescono a ribaltare la gara, che finisce 2-1 per gli ospiti. A fine gara, tutti si siedono negli spogliatoi, con le radioline accese e i cuori affranti, in attesa di ricevere ormai insperate buone notizie da Torino. Il più disperato di tutti è Annovazzi, il suo errore potrebbe valere una stagione.

All’improvviso, un urlo: “L’Inter ha perso!” E’ Toni Busini, il direttore tecnico, è lui il primo a dare la notizia ai calciatori. Sulle tribune, invece, l’altoparlante comunica i risultati della giornata. Quando si sente “A Torino, Torino batte…”, la voce dello speaker viene coperta da un boato di gioia, e i supporters rossone25ri invadono il campo in attesa dei loro beniamini, che vengono issati sulle spalle dei tifosi e portati in trionfo. Oltre al già citato Gre-No-Li e a Carletto Annovazzi, fra di loro ci sono anche il capitano Andrea Bonomi, Loreno Buffon, Arturo Silvestri, Omero Tognon, Benigno De Grandi, Renzo Burini e Mario Renosto. Sono loro i pionieri di una grande epoca per il calcio rossonero.

 

Andrea Fabris (@andreafabris96)

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