Storie dall’Inferno: Sliding Doors scandinave, l’inizio del mito del Pompierone

by Andrea Fabris | 21 Gennaio 2019

Nella scorse puntate di Storie dall’Inferno, abbiamo visto come il Milan della seconda metà degli anni Quaranta, nonostante campioni del calibro di Héctor Puricelli o Carletto Annovazzi, o talenti stranieri come Albert Gudmundsson o Paddy Sloan, abbia veramente faticato a riaffermarsi fra le big del calcio italiano. Questo periodo di magra, tuttavia, subisce una svolta enorme nell’inverno 1949, quando il Milan subisce un enorme beffa sul mercato e decide di ripiegare su un bomber svedese…

Ploger è rossonero, anzi no…

Johannes Ploger (1922-1991).

Siamo nel dicembre 1948, quando tale Giacinto Giannotti, segretario del club rossonero, si imbarca da Parigi su un volo diretto a Copenaghen. L’obiettivo della visita in Danimarca è convincere il talentuoso Johannes Ploger, attaccante della Nazionale danese bronzo ai Giochi Olimpici di Londra 1948, a firmare con il Milan.  I calciatori danesi, in quegli anni, erano molto ricercati sul mercato, grazie sia alle loro qualità fisiche che tecniche. Per questo motivo, un po’ più a ovest di Milano, precisamente a Torino, il presidente della Juventus, Gianni Agnelli, decide di puntare diversi talenti della nazionale nordica. Primo fra tutti, John Hansen, soffiato ai rivali del Torino nel novembre 1948, quando ormai sembrava destinato a vestire la maglia granata. Il secondo obiettivo del presidente bianconero è Karl Aage Praest, attaccante dell’Osterbro e compagno di reparto di Ploger in Nazionale. Tuttavia, il club danese ritiene il calciatore incedibile, costringendo Gianni Agnelli a dirottare il suo interesse su Ploger.  L’attaccante, però, sembra ormai aver trovato un accordo con i Rossoneri e, insieme a Giannotti e il suo avvocato è in viaggio verso Parigi. A Milano, la trattativa è seguita con trepidazione dai tifosi rossoneri, che vedono nel danese il campione che potrebbe regalare al club il tanto agognato Scudetto che manca dal 1907. Arrivati alla stazione Centrale di Milano, tuttavia, il calciatore danese corre incontro a Toni Busini e agli altri dirigenti del Milan chiedendo: “Juventus? Juventus?!?”. Ma cosa è accaduto su quel treno diretto Parigi-Milano?

Praticamente, alla fermata di Domodossola, nella stessa carrozza di Ploger e di Giannotti, salgono due uomini: si trattava di John Hansen e di un dirigente bianconero, Secondo Artino, che iniziano a parlare amichevolmente con il danese. Giannotti è sorpreso, ma non si turba, poiché la scelta di Ploger è già chiara: vestirà la maglia rossonera. Per questo motivo, non fa molto caso al confabulare in danese dell’attaccante e di Hansen. In realtà, la coppia juventina prova e riesce a convincere il calciatore e il suo avvocato a firmare con loro, proponendogli un contratto da 30 milioni di Lire, il doppio di quanto avrebbe percepito in rossonero. Ovviamente, secondo il club bianconero, le trattative erano già in corso da mesi. In Stazione Centrale, quindi, si crea un discussione fra le parti, anche se ormai Ploger ha deciso: vuole andare a Torino. Così, a Capodanno firma con la Juventus, la quale, come magra consolazione, firma tutte le spese di viaggio sostenute dal Milan. Tuttavia, Ploger resterà in Bianconero una sola stagione, collezionando 16 presenze ed 1 rete.

L’arrivo del Pompierone: grazie Gianni Agnelli!

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Gunnar Nordahl (1921-1955)

Quelli che seguono, sono giorni di fuoco, che vedono il presidente Umberto Trabattoni esplodere al telefono con Gianni Agnelli, accusandolo di scorrettezza. Per farsi perdonare, l’Avvocato decide di lasciare cadere l’opzione di acquisto su un altro campione nordico, lo svedese Gunnar Nordahl. L’imponente centravanti del Norrkopinng, campione olimpico a Londra, e che di professione fa il pompiere, si presenta alle statistiche con l’impressionante numero di 93 reti in 95 gare. Così, lo svedese viene chiamato da un dirigente della sede FIAT di Stoccolma, che lo informa dell’arrivo di Giannotti, che gli sottoporrà l’offerta del Milan. Tuttavia, Nordahl non sembra molto convinto della destinazione ed è sul punto di rifiutare la proposta. Però, grazie al suo allenatore, l’ungherese Lajos Czeizler, che decide di accompagnarlo all’incontro risolutivo, in quanto conoscitore della lingua italiana, Nordahl si convince e firma un contratto da 120.000 Lire al mese per due anni e mezzo, con annesso un bonifico da 12 milioni di Lire depositato immediatamente sul suo conto.

Così, il 22 gennaio 1949, insieme al suo amico giornalista Willie Engdahl, si imbarca dall’aeroporto di Bromma, con destinazione Zurigo. In Svizzera, ad accoglierlo, Giannotti e Busini, che lo attendono per prendere il treno che lo porterà a Milano. Sul convoglio, Nordahl nota una grande agitazione intorno a lui, infatti, molti appassionati di calcio lo hanno riconosciuto e, quando arriva alla Stazione Centrale verso le 21,50, ad attenderlo, scopre esserci un’enorme folla di circa settemila tifosi che lo avvolgono in un affettuoso abbraccio che lo accompagna fino all’Hotel Bristol-Schmidt. Cinque giorni più tardi, il debutto contro la Pro Patria, battezzato dal Pompierone – così come sarà ribattezzato dai tifosi – con un gol. Questo, è solo l’inizio di una bella storia, una delle più grandi e belle storie del mondo rossonero.

 

Andrea Fabris (@andreafabris96)

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