Rabbia, sfortuna e ansia…un finale d’anno turbolento in casa rossonera. Ma a Gennaio…

by Antonio Mele | 20 novembre 2018

La sosta per le nazionali, come sempre, lascia il tempo a noi tifosi di riflettere, capire, immaginare e perchè no sognare pensando al mercato o a una nuova tattica. C’è chi la vive in apnea in attesa della nuova sfida, chi la sfrutta per rifiatare e chi ancora per studiare nuove soluzioni, nuovi campioni in tv e non. In casa rossonera tutto ciò non c’è stato. E’ stata una settimana di brutte notizie che si sono susseguite a cadenza giornaliera, senza ovviamente tralasciare la brutta sconfitta in casa contro “l’amata” Juventus. Ma partiamo proprio da qui. La gara della scorsa domenica contro la Juventus ha lasciato sicuramente degli straschichi importanti. Se già sulla carta la partita poteva sembrare proibitiva date le assenze dei vari Biglia, Bonaventura, Musacchio, Calabria e la presenza part time degli acciaccati Cutrone e Calhanoglu, sul campo il divario tra le due squadre è sembrato netto non tanto sul piano del gioco ma sicuramente su quello della maturità e della gestione dei momenti di gioco. Sebbene mai particolarmente pericolosa, la Juventus è sembrata padrona del campo per tutti i 90′ con i ragazzi incapaci di reagire in maniera veemente nei momenti di rallentamento della manovra juventina. In questo senso più che discorsi tattici andrebbero fatti dei discorsi sul piano della mentalità. La squadra sembra affronti queste partite non con la giusta convinzione nei propri mezzi lasciando spesso troppo l’iniziativa al già forte avversario. Se a questo si aggiunge che l’uomo sicuramente più esperto e di qualità, il nostro Pipita, sbagli il rigore del possibile pareggio alla mezzora del primo tempo e si faccia successivamente espellere per un eccesso di proteste dovute dal momento emotivo (di certo esagerata la scelta del non irreprensibile Mazzoleni) il quadro risulta completo. Rabbia e frustrazione sono quindi gli stati d’animo che ci lascia la gara contro la Juventus. Dal punto di vista tattico invece gli spunti sono pochi ma comunque importanti. Parlando del Pipita, sicuramente la presenza di Cutrone nel secondo tempo ha favorito il suo gioco, facendolo uscire dalla pressione di Benatia e Chiellini. In mezzo al campo è sempre più evidente la crescita di Bakayoko, abile nel recupero palla e presenza ingombrante per gli avversari sulle palle alte. Da registrare ancora una volta la difesa, questa volta battuta per due errori individuali in marcatura e disimpegno prima di Rodriguez e poi di Laxalt. Lo stesso Laxalt, che in altre occasioni avevamo elogiato, è sembrato in appannamento e sicuramente lontano dalla brillantezza che gli permetteva di sfrecciare sulla fascia genoana e uruguayana, complice anche la posizione avanzata che penalizza il suo allungo a discapito di una velocità contenuta nel guizzo per superare l’avversario nel dribbling nello stretto.

La rabbia per la sconfitta contro la Juventus non è il solo stato d’animo con cui abbiamo vissuto questa settimana. L’altro è sicuramente l’ansia. A scadenza giornaliera le notizie dai ritiri delle nazionali e dall’infermeria, come in un film di Hitchcok hanno angosciato i già provati tifosi rossoneri. La prima dura tegola è stato l’infortunio al polpaccio di Capitan Romagnoli, che lo costringerà a saltare tutta la fase finale dell’anno solare, lasciando a disposizione di mister Gattuso i soli Simic e Zapata come centrali difensivi. La seconda e più dura notizia è stata la conferma dell’entità dell’infortunio di Bonaventura alla cartilagine del ginocchio che necessita l’intervento chirurgico e un tempo di recupero stimato in 7-8 mesi. Una situazione simile ad un “lazzaretto” che  lascia poco spazio ad interpretazioni tattiche o varianti ma il solo indirizzo nel fare “di necessità virtù” con qualche adattamento (Abate nella difesa a 3 o Kessiè centrale?) e qualche recupero tra i giocatori meno utlizzati. Saranno sicuramente 9 partite dure e da giocare con il coltello fra i denti in attesa dei recuperi e sopratutto del mercato di Gennaio. Mercato mai stato così importante e necessario per dare linfa vitale alla squadra nella lotta all’Europa che conta. Non staremo in questa sede a fare nomi ovviamente ma sicuramente, come in una letterina a Babbo Natale, abbiamo dei desideri. Desiderio di personalità e necessità di trasmissione della stessa ai compagni più giovani, desiderio di fosforo e qualità a centrocampo, spesso poco propositivo. Desiderio di velocità e brio sulla fascia sinistra e desiderio di certezze fisiche ed esperienza nel reparto arretrato. Una letterina scritta a Leonardo e Maldini che sicuramente sono già ampiamente all’opera per regalare alla squadra i giusti rinforzi, puntando magari su quel 4-4-2 che tanto bene aveva fatto nelle ultime uscite pre-Juventus.

 

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