Questo Milan non merita la Champions… e nemmeno l’Europa League!

by Gabriele Amerio | 14 Dicembre 2018

Nella cupa serata di ieri, in un turno europeo sciagurato per le italiane, il Milan di Gennaro Gattuso, perdendo 3-1 ad Atene, è stato eliminato dall’Europa League.

La batosta (non tanto a livello tecnico quanto morale) inflitta per mano dell’Olympiacos ha portato dirigenza, tifosi e anche i tifosi a delle riflessioni sull’attuale stato della squadra.

Il primo passo che bisognerebbe fare è quella di ammettere, soprattutto per noi stessi, che non siamo più QUEL Milan. Quello dei tre olandesi che dominava in Italia e in Europa, quello pieno di grandi campioni che un anno sì e uno no conquistava la finale di Champions League. Come si dice a Milano, “Ghe ne minga“, tradotto “Non ce n’è“: la verità è questa. Il periodo buio che il Milan sta attraversando da ormai 7/8 anni non può durare in eterno, è vero, ma la luce in fondo al tunnel non è così vicina.

Sarebbe bene che ognuno si prendesse le proprie colpe. L’eliminazione di ieri non è colpa del turnover (essendo contati, le rotazioni sono quasi totalmente inesistenti) ma è un insieme di vari fattori. Senza inutili retoriche, il Milan in questa stagione non ha messo in tavola la mentalità europea che lo ha contraddistinto nella sua storia. Ma d’altronde, come dargli torto? L’organico a disposizione, eccezion fatta per Reina e Higuain, non ha mai giocato nelle “grandi notte europee” e anche questa è una lacuna che, tempo e migliori campagne continentali, sarà colmata con pazienza. Un altro fattore è indubbiamente il rendimento sotto tono di singoli che invece devono per qualità tecniche prendere per mano la squadra: Higuain e Calhanoglu, ultimamente irriconoscibili, ieri avrebbero dovuto trascinare i compagni e riuscire a ribaltare la situazione. E invece no, questo non è successo: la patata bollente della rivitalizzazione dei due passa nelle mani di Gattuso. In conclusione, parliamo anche dell’allenatore: la gestione del girone e soprattutto dei punti poteva e doveva essere migliore. Qualche cambio avventato e mal ragionato, inoltre, sono risultati fondamentali per l’eliminazione: anche questi dettagli vanno limati e corretti.

Ultimo ma non ultimo, una riflessione (abbastanza personale ma credo condivisa). L’obiettivo adesso, senza impegni infrasettimanali, deve essere la conquista della Champions League. Il Milan potrà concentrarsi solo su campionato e Coppa Italia, passando per un agognato mercato di gennaio che dovrà portare dei rinforzi importanti. La voglia di riscatto è indubbia, ma una cosa vale la pena chiedersi: quanto manca, qualitativamente e mentalmente, per arrivare ai livelli che ci competono e che sono propri della storia e della tradizione del Milan?

a cura di Gabriele Amerio

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