Perché affidarsi a Ivan Gazidis è sempre una buona idea

by Gabriele Amerio | 6 dicembre 2018

Proprio nella giornata di ieri, al termine dell’assemblea dirigenziale a Casa Milan, Ivan Gazidis è stato nominato il nuovo amministratore delegato del Milan.

Elliott ha investito parecchio nella figura del nuovo AD che, dopo il fallimento di Marco Fassone, doveva essere una figura affidabile, carismatica e rispettata a livello globale. Il dirigente nativo del Sudafrica percepirà uno stipendio di circa 4 milioni di euro, con dei cospicui premi legati agli obiettivi di campo (Champions League in primis) e alla crescita economica del brand legato ad A.C. Milan (sia in quanto a partnership che per quel che concerne una possibile quotazione in borsa).

Senza entrare in meriti meramente economica, uno dei primi passi di Ivan Gazidis appena entrato nell’organigramma dell’Arsenal è stato quello di concludere un importante deal  con la multimilionaria compagnia di voli Emirates, che dal lontano 2009 è diventato main sponsor del club londinese. L’accordo preso dal nuovo ad rossonero all’epoca partiva da 5,5 milioni di euro. Adesso? Dopo 9 anni di partnership, il governo degli Emirati Arabi finanzia ben 40 milioni di euro. Una crescita a dir poco spaventosa: ecco perché Elliott ha deciso di affidarsi a Ivan Gazidis, il migliore in questo campo.

Non solo borsa: Gazidis e i colpi di mercato

Arrivato con Gazidis è anche l’osservatore e analista video Moncada, 31enne ma già con svariate esperienze alle spalle, Monaco su tutte. Il giovane scout ha nel palmares camei come Mbappè, Tielemans e Mette tra gli altri.

Ma proprio il nuovo AD avrà un ruolo importante e centrale nelle operazioni di mercato, accompagnando il lavoro (già degno di nota) del duo Maldini-Leonardo. In 9 anni di onorato servizio all’Arsenal, Gazidis ha portato alla corte di Wenger svariati talenti (anche qualche investimento sbagliato però) seguendo una politica ben precisa: spazio ai giovani. e non è un caso che il leader dell’Arsenal sia stato per molti anni un ragazzino di nome Francese Cesc Fabregas che, a neanche 24 anni, era diventato capitano dei Gunners.

A Milano, Gazidis avrà pane per i suoi denti: Donnarumma, Conti, Caldara, Romagnoli, Calabria, Kessié, Cutrone e compagnia cantante saranno al centro del progetto del nuovo AD, che vorrà continuare la sua linea verde anche qui in Italia.

Gazidis top 11: un 4-3-3 di pura qualità

Ma chi sono questi giovani su cui Gazidis ha voluto puntare ai tempi dell’Arsenal? Tra i molti giocatori voluti e consigliati dall’AD, spicca sicuramente il grande colpo del mercato 2013/14 dove all’Emirates Stadium sbarca Mesut Ozil, astro nascente del calcio mondiale che fatica a trovare spazio nel Real Madrid. Ma non solo: il portiere della Juve Szczesny è stato portato all’Arsenal da perfetto sconosciuto in cambio di due lire; lo stesso vale per Bellerin, strappato al vivaio del Barca in una storia simile a quella di Fabregas; o ancora il giovane difensore del Lorient che è diventato una colonna dei gunners e della nazionale francese, Koscielny; o anche quel ragazzino gallese che su internet andava in giro postando sue foto allo specchio e che nel giro di qualche anno sarebbe diventato uno dei top di gamma, tale Aaron Ramsey…

Insomma, ecco la top 11 dei giocatori portati a Londra da Gazidis: Szczesny; Bellerin, Vermaelen, Koscielny, Kolasinac; Ramsey, Rosicky, Wilshere; Ozil, Aubameyang, Lacazette.

Qualche investimento sbagliato

A fronte di qualche colpo davvero sensazionale, la legge dei grandi numeri impone anche qualche errore di valutazione. Come il giovane messicano Carlos Vela, che all’Arsenal non ha mai avuto più di tanto spazio; o Serge Gnabry, ceduto per un’inerzia al Werder Brema e oggi protagonista con il Bayern Monaco; o il gigante ex Bordeaux Marouane Chamakh, una delusione in maglia gunners. O come dimenticarsi il “feticcio” di Wenger, Denilson, rivelatosi un bidone o l’eterno incompiuto Arshavin.

Insomma, Ivan Gazidis è molto più che un borsista e un semplice amministratore delegato. “We zig when others zag”, disse una volta Gazidis, come a dire “Noi andiamo per la nostra strada”. Che, da oggi, noi tifosi rossoneri ci auguriamo sia piena di successi, dentro e fuori dal campo.

a cura di Gabriele Amerio

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