Olympiakos “murato”, Chievo “schiacciato”: doppio 3-1 “pallavolistico” e si inizia a respirare…

by Antonio Mele | 9 ottobre 2018

Il mese di Settembre è stato un po’ anomalo per gli sportivi italiani, il calcio è sempre lì al suo posto ma per una volta il palinsesto televisivo ha portato sugli schermi tricolore alcuni giganti che rispondono al nome di Ivan Zaitsev, Ousmany Juantorena, Bruninho, Kurek e compagnia “saltante”. Tutti ragazzoni di due metri ed oltre il cui obiettivo principale è schiantare la palla a velocità inaudite verso il pavimento. E’ l’effetto mondiale di Volley maschile (quello femminile è in corso in Giappone, ndr) che ha visto l’Italia protagonista come paese organizzatore e che ha portato nelle case degli italiani, addirittura in prima serata, una ventata di piacevole novità. Molti di voi si chiederanno cosa possa centrare il mondo del volley col nostro Milan. Bhè sembra che “l’effetto volley” abbia pervaso anche i corpi dei nostri ragazzi per i risultati avuti in settimana. Due partite, due vittorie entrambe per 3-1, tipico punteggio pallavolistico, e che anche nella prestazione ricordano dei fondamentali dell’altro sport.

Nella prima delle due gare, quella contro l’Olympiakos, i ragazzi sono partiti male, andando sotto dopo pochi minuti del primo tempo con un gol del redivivo peruviano Guerrero. L’inizio della gara non è dei migliori con Gattuso che si affida alla sua coperta di Linus preferita, il 4-3-3, ma gli interpreti non sono così lucidi e il gioco ne risente. In particolare, Bakayoko, schierato al posto dell’ivoriano Kessiè come mezzala destra, sembra spaesato e non integrato nei movimenti gattusiani, Calabria, sempre propositivo in fase offensiva, sembra lasciare non pochi buchi sul suo out, complici anche le mancate coperture preventive di esterno e mezzala, e Zapata, alla prima da titolare quest’anno, non sembra avere i tempi giusti e la gamba giusta per dimostrare la sua solidità. In questo modo, il Milan soffre per tutto il primo tempo le ripartenze dei giocatori greci e non riesce ad incidere col possesso palla nell’area avversaria complice soprattutto la scarsa presenza di uomini nell’area avversaria. Sembra di rivivere un’altra serata storta ma stavolta Gattuso ha il coraggio di cambiare. Nel secondo tempo si cambia modulo e si passa al 4-4-2 prima con Castillejo affiancato al ritrovato Pipita, poi con la carta che svolterà il match, l’ingresso di Patrick Cutrone. Il giovane attaccante rossonero, come contro la Roma, suona la carica e i ragazzi riescono finalmente a “murare” il gioco avversario e “contrattaccare”. In 10 minuti la partita viene ribaltata grazie alla doppietta del giovane rossonero e al ritorno al gol di Higuain, sembrato più a suo agio nel dialogare con un compagno in area di rigore. 3-1 e si torna a sorridere, avendo la consapevolezza che il cambio di modulo anche solo a partita in corso possa essere un’arma da non sottovalutare nel resto della stagione. Di contro la gara di Europa League lascia dei dubbi sull’effettiva qualità dei ricambi a disposizione di mister Gattuso sopratutto a centrocampo, settore in cui la coperta è evidentemente ancora corta e sul modo di occupare gli spazi in posizione centrale nell’area avversaria, in cui il 4-3-3 visto finora risulta ancora prevedibile e tende spesso ad isolare davanti il nostro ottimo numero 9.

Dubbi questi ultimi che, in tutto o in parte, vengono spazzati via dalla gara contro il Chievo. In settimana i buoni spunti avuti dal 4-4-2 fanno pensare ad un cambio di modulo per la gara contro gli scaligeri ma Gattuso preferisce riportare la chiesa al centro del villaggio: 4-3-3 e titolarissimi in campo. Ora, il Chievo di queste settimane, ultimo in classifica a meno di 0 punti, non sembra essere avversario capace di far male, ma se gli interpreti sono gli stessi, lo spartito suonato è diverso e sopratutto è interpretato alla grande. Sin da subito, i ragazzi attaccano con grande veemenza e si notano delle diversità rispetto al recente passato. Suso, miglior giocatore finora per rendimento insieme ad Higuain, ma accusato di giocare solo in una maniera pertaltro poco congeniale al gioco di Higuain, accentra il suo raggio d’azione e sembra più libero e nel vivo della manovra a differenza di quando l’azione si sviluppa solo sulla linea laterale destra. Inoltre, oltre alla posizione sembra diverso il suo approccio alla giocata, meno tocchi e più velocità di pensiero ed azione proprio per innescare al meglio il puntero argentino. Se a questo si aggiunge un feeling speciale con Abate, riscoperto titolare per garantire maggiore copertura alla retroguardia, il gioco sembra farsi interessante. Infatti sull’asse Suso-Abate si sviluppano buone trame offensive che portano i ragazzi più volte al tiro. Ma è il ritrovato feeling col Pipita che apre un solco nella gara. Due azioni diverse sullo stesso binario e due gol per un 1-2 che “schiaccia” il Chievo. Nella prima, Suso riceve palla sulla destra e senza pensarci due volte scarica nel mezzo dove Higuain sorprende i difensori clivensi. Nella seconda la “ricezione” di Suso è in posizione da 10 puro, Higuain evita il fuorigioco e sul tracciante centrale dello spagnolo batte ancora Sorrentino. E’ il 34′ e il primo tempo si chiude con un vantaggio rassicurante. Nel secondo tempo è tutta pura accademia con i ragazzi che vanno più volte al tiro e trovano il gol del 3-0 con Bonaventura, sempre più a suo agio nel ruolo di mezzo sinistro a giocare tra le linee. Una piccola riflessione va fatta in questo senso. Sembra che i 3 giocatori deitro la punta Calhanoglu, Bonaventura e Suso siano ancora più centrali non solo come posizione ma anche nel gioco probabilmente perchè ben protetti da Abate e Rodriguez (giocatore ritrovato) e con Kessiè chiamato a “strappare” meno e a giocare più vicino a Biglia. Sul 3 a 0 la partita va in ghiaccio e solo un errore individuale in disimpegno dello stesso Kessiè fa respirare un po’ il Chievo che segna il 3-1 con il veterano Pellissier ma il gol non scalfisce le sicurezze rossonere che portano il risultato in porto. Per concludere siamo convinti che un elogio speciale vada  fatto al nostro “setter” , il regista Lucas Biglia, spesso criticato per il suo modo scolastico di interpretazione del ruolo, ma che complice una ritrovata brillatenzza fisica, è sembrato padrone assoluto del centrocampo e capace di gestire sia i ritmi del gioco sia le distanze tra i reparti in maniera intelligente.

“Muri” e “schiacciate” che fanno ben sperare dunque per il proseguio. La strada intrapresa è sicuramente quella giusta e mr. Gattuso avrà a disposizone due settimane prima del Derby per lavorare con i suoi ragazzi per via della sosta delle nazionali. Se dovessimo pensare al lavoro da fare ci verrebbe da dire che sicuramente la fase difensiva va un pelo registrata sopratutto per quanto concerne i movimenti alle spalle dei difensori centrali che ogni tanto ci sorprendono, il livello di concentrazione alto va tenuto alto per tutti i 90′  e occorre recuperare al 100% Calhanoglu, sembrato un po’ fuori fase anche per motivi extra campo. Piccole cose sulle quali sicuramente Gattuso e il suo staff porranno grossa attenzione, per regalarci tra due settimane un Derby da vecchio cuore rossonero.

×