Milan, un anno di Luxoro: quando lo scouting è arte

by Valerio Pennati | 14 maggio 2018

Fine maggio 2017, il nuovo Milan cinese è al lavoro per ricostruire tutto lo staff tecnico e per preparare al meglio un mercato da oltre 200 milioni. Nell’ambito del rinnovamento dell’area scouting in casa Milan; inizia a trapelare anche il nome di Stefano Luxoro che di lì a breve si vestirà di rossonero. Dallo scorso luglio così Luxoro ha iniziato la sua nuova avventura a Milanello come co-responsabile degli osservatori insieme all’ex Inter Antonio D’Ottavio.

Chi è Stefano Luxoro?

Cinquantotto anni di Viareggio, prima di appendere le scarpette al chiodo è stato il capitano del Casale tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, più precisamente dal 1985 al 1993. Luxoro fu anche uno dei principali protagonisti della leggendaria promozione del Casale dalla C2 alla C1, che resta l’impresa più bella dei nerostellati negli ultimi trent’anni. Una volta smesso col calcio giocato, Luxoro non ha però mai abbandonato lo sport con cui è cresciuto ed infatti è diventato uno dei più noti scout nel panorama internazionale. Dal 1994 al 1997 ha lavorato al Viareggio prima come responsabile del settore giovanile e poi come direttore sportivo; dal 1998 al 2002 è diventato scout internazionale al Torino; lavorando poi con lo stesso ruolo anche al Bologna (2002-2004) e alla Sampdoria (2004-2010). Dal 2010 – fino all’approdo dell’anno scorso a Milano – si è trasferito alla Juventus, diventando uno degli artefici dell’avvio del ciclo di vittorie della Vecchia Signora che tutt’oggi non si è ancora fermato.

Quando lo scouting è arte

Il lavoro di Luxoro, già ai tempi della Juventus e ora anche al Milan, è stato quello di setacciare diversi mercati e campionati, muovendosi quasi sempre in prima persona per seguire i giocatori direttamente sul campo oppure negli ultimi tempi coordinare anche tutta la folta schiera di osservatori rossoneri. Voi direte “è normale che uno scout segua in prima persona i giocatori”, ma purtroppo non è spesso così visto che con le moderne tecnologie si finisce anche per affidarsi ai video che girano su internet oppure a qualche semplice scambio di messaggi o telefonate con il procuratore o la squadra di appartenenza. Ma questo non è il caso di Luxoro e della sua folta schiera di scout, coordinati al meglio insieme al collega D’Ottaviano: infatti, con lui, lo scouting diventa una vera e propria arte, andando ad osservare direttamente sul campo i giocatori e non soffermandosi semplicemente sulle statistiche o su qualche video. Perché osservando un calciatore dal vivo si riescono a vedere quei movimenti che vengono fatti lontano dalla palla per tutti i 90 minuti e anche il lavoro svolto a supporto dei compagni.

Un sapore di scouting antico, di quando non esistevano ancora le moderne tecnologie e si respirava il calcio direttamente sul campo, valutando sempre dal vivo il vero valore di un giocatore. Proprio da qui bisogna ripartire per far ritornare grande un club che per tantissimi anni è stato nell’Olimpo dei più grandi e Luxoro sa bene come si fa… 

×