Milan-Torino: le analisi tattiche degli uomini di Mazzarri

by Raffaele Ferrara | 8 dicembre 2018

Il mese di dicembre è iniziato con una vittoria importante per il Milan che grazie al 2-1 sul Parma ha raggiunto il 4° posto e superato la Lazio, fermata sull’1-1 dal Chievo. Lo stesso risultato dello scontro diretto all’Olimpico, che quindi allontana la squadra di Inzaghi di 2 punti virtuali in attesa dell’impegno contro la Sampdoria. I rossoneri quindi hanno poco margine e per restare in zona Champions non possono sbagliare, a partire dalla sfida interna al Torino. Il fattore San Siro può essere decisivo perchè 5 delle 7 vittorie del Milan sono arrivate in casa e nello specifico contro i granata è imbattuto da 23 anni. L’ultima sconfitta interna risale alla stagione 1984-85, poi sono arrivati soltanto risultati positivi con 15 vittorie e 6 pareggi. L’anno scorso però il doppio confronto è rimasto in equilibrio (0-0 all’andata e 1-1 al ritorno) e anche domenica non sembra esserci un grande favorito. Anche i granata, infatti, con il successo sul Genoa hanno sfruttato lo stop delle rivali e sono arrivati al 6° posto in zona Europa. L’obiettivo del Torino non è la Champions ma i punti di distacco dal Milan sono soltanto 4 e in questo senso il posticipo assume ancora più rilevanza. I ragazzi di Mazzarri si presentano con un ottimo score in trasferta, sono l’unica squadra ancora imbattuta insieme alla Juventus, anche se la maggior parte sono stati pareggi (ben 5). Un risultato che sarebbe ottimo per il Torino, guardando il passato difficile a San Siro e il recupero di Higuain che tornerà in campo dopo le due giornate di squalifica. La formazione di Gattuso resta in piena emergenza ma anche senza il Pipita e con le tante riserve ha risposto bene, sorprendendo un po’ tutti.

Caratteristiche e probabili formazioni

I punti di forza del Torino sono la solidità e la compattezza dei reparti, anche grazie alla grinta trasmessa dal tecnico toscano. Alcune delle note positive della squadra di Mazzarri sono sicuramente l’intraprendenza degli esterni sulle fasce e gli inserimenti in fase offensiva dei centrocampisti. I punti deboli dei granata sono, invece, gli spazi liberi concessi tra le due linee e sulle corsie laterali dove gli avversari vanno con facilità al cross, inoltre la squadra granata soffre i lanci diretti e le palle inattive.

Il Torino affronterà il Milan con il 3-4-1-2: Sirigu; Izzo, N’Koulou, Djidji; De Silvestri, Meite, Rincon, Ansaldi; Baselli, Iago Falque, Belotti.

Fase di possesso

In fase di possesso il Torino si schiera con un 3-5-2. Nella zona mediana del campo troviamo tre centrocampisti che si scambiano spesso di ruolo e sono sempre molto pericolosi negli inserimenti, in particolare Baselli. Gli esterni giocano sulla linea dei centrocampisti, partono molto larghi, sfruttando l’ampiezza e sono sempre pronti a spingere su tutta la fascia. In attacco Mazzarri si affida a due punte, delle quali una gioca più nella zona centrale mentre l’altra svaria su tutto il fronte offensivo partendo principalmente dalle zone laterali. Nel reparto offensivo il Torino può contare sulla fisicità e sul fiuto del gol del “gallo” Belotti e sulla fantasia e l’imprevedibilità di Iago Falque.

La costruzione del Torino è principalmente alta e, specie nei rinvii dal fondo, i granata ricorrono a lanci lunghi, spesso nella zona di centro-destra, cercando la fisicità di Belotti. Quando c’è assenza di pressione avversaria, i granata optano per una costruzione corta e la prima palla passa attraverso uno dei tre centrali difensivi. Spesso gli uomini di Mazzarri utilizzano passaggi strategici tra i tre difensori per creare poi spazio di passaggio nella zona mediana del campo.

In fase di sviluppo del gioco la dislocazione è quella di un 3-5-2. Lo sviluppo si concentra molto nella zona mediana del campo con i difensori centrali che cercano il centrocampista centrale, il quale una volta ricevuta palla ha diverse soluzioni di passaggio: tutte queste possibilità sono frutto degli ottimi movimenti senza palla e della compattezza negli spostamenti tra i vari reparti. I tre centrocampisti spesso ruotano di posizione tra loro e sono molto bravi ad inserirsi in fase offensiva, specie Baselli. Spesso in fase di sviluppo dell’azione di gioco, da centrocampo cercano di sfruttare le catene laterali attraverso cambi di gioco, utilizzando molto entrambe le corsie. Quella di sinistra è occupata solitamente da Ansaldi e quella di destra da De silvestri, entrambi giocatori di grande corsa e sacrificio; il secondo poi si distingue per duttilità e può essere utilizzato anche come laterale basso in un eventuale difesa a quattro e all’occorrenza come difensore centrale in una difesa a tre. Entrambi gli esterni partono larghi, quasi sulla linea laterale e si alzano molto, in alcuni casi arrivando anche sulla linea offensiva, in modo da sfruttare i movimenti ad accentrarsi delle punte, cercando spesso la sovrapposizione.

Uno degli strumenti principali del Torino in fase di rifinitura sono i cross. La squadra granata utilizza questa soluzione da entrambe le fasce portando in area sempre almeno 4 uomini: le due punte, di cui una attacca il primo palo e l’altra il centro dell’area, un incontrista (solitamente Baselli) che si sposta verso il dischetto e l’esterno opposto, che taglia sul secondo palo. Inoltre al limite dell’area sono presenti sempre due uomini. Il giocatore più pericoloso in queste situazioni è l’attaccante Belotti, molto abile a smarcarsi con fuori-linea, tagli e passanti. Oltre che per i cross le fasce vengono sfruttate molto anche per sovrapposizioni, triangolazioni ed uno-due, la squadra granata può rendersi pericolosa con questo tipo di giocate anche nella zona centrale del campo, anche grazie agli inserimenti dei centrocampisti. Un’altra soluzione spesso utilizzata in fase di finalizzazione è l’attacco diretto con lanci in verticale dei centrali difensivi e dei centrocampisti per la profondità della punta.

Fase di non possesso

In fase di non possesso il Torino si schiera con un 5-3-2, con gli esterni che si abbassano sulla linea difensiva. I granata tendono ad effettuare un buon pressing nella metà campo avversaria, attuato in primis dagli attaccanti. In queste situazioni, quando i centrocampisti esagerano nel pressing ad uscire sul portatore, la squadra di Mazzarri può concedere spazi e libertà nella zona centrale di campo. Se la costruzione avversaria dal fondo non passa dal basso, ma è diretta, i granata tendono a cercare di fare densità nella zona in cui viene indirizzata la palla. I centrocampisti giocano spesso allineati, e quando escono alti in pressing, possono concedere spazio di giocata nella zona centrale del campo e tra le due linee. Gli esterni in fase difensiva convergono molto verso i centrali difensivi: questo concede spazi sulle fasce e fa sì che la formazione granata si trovi a soffrire le sovrapposizioni e la superiorità avversaria nelle catene laterali. A queste debolezze cercano di ovviare, applicando i raddoppi sul lato forte con l’aiuto dei centrocampisti. La retroguardia granata è inoltre molto attenta nel prevenire gli smarcamenti avversari.

Stile difensivo a uomo nella zona. Quando la palla è sugli esterni, i centrali difensivi eseguono la diagonale corta. I granata concedono con facilità i cross dalle fasce e i difensori non sono impeccabili nella gestione dei tagli e dei fuori-linea avversari. Inoltre la formazione di Mazzarri soffre centralmente sui lanci diretti in profondità, ma si dimostra molto reattiva nell’attaccare la seconda palla.

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