Milan, il “rebus” Rebic: le soluzioni offerte dal jolly offensivo croato

by Gabriele Amerio | 2 Settembre 2019

Proprio nel rush finale della sessione estiva di mercato il Milan piazza un (ormai insperato) colpo di mercato, puntellando il reparto offensivo con l’innesto di Ante Rebic.

Il jolly croato arriva dall’Eintracht Francoforte (squadra che abbiamo visto in azione, con ottimi risultati, nella scorsa Europa League) con la formula del prestito oneroso con diritto di riscatto fissato a 25 milioni. I tedeschi, inoltre, dovrebbero acquistare dai rossoneri anche André Silva, probabilmente o con la stessa formula o con un semplice prestito.

Tornando a Rebic, quella con il Milan non sarà la sua prima avventura nel nostro campionato. Qualche stagione fa, infatti, ha giocato con le maglie di Fiorentina e Verona, senza lasciare ricordi indelebili o regalando gioie ai suoi tifosi.

Rebic: dalla comparsa in Italia alla maturazione in Germania

Come detto qualche riga sopra, il ricordo che ha lasciato Rebic in Serie A non è affatto esaltante. Qualche spezzone con la maglia della Fiorentina, qualche gettone da titolare con il Verona ma senza mai convincere critica e allenatori del fatto che il croato potesse essere un potenziale crack del futuro. Così l’emigrazione in Germania, all’Eintracht: proprio a Francoforte Rebic si è consacrato, dapprima come esterno offensivo e poi come jolly, oscillando e rendendo in maniera molto soddisfacente sia nel ruolo di seconda punta, sia come trequartista.

Ed è proprio da numero “10” che ha fatto vedere le migliori cose: nella stagione 17/18, con Kovac allenatore, Rebic ha dato il meglio di sé giocando come trequartista nel 3-4-1-2 disegnato dal suo mister, in appoggio al classico numero 9 Sebastian Haller e a Luka Jovic, attaccante serbo passato in estate al Real Madrid.

Inoltre, Rebic negli ultimi anni e soprattutto ai Mondiali è stato un punto fermo della propria nazionale: impiegato spesso come esterno offensivo destro nel 4-2-3-1 o nel 4-3-3, ha giocato anche prima punta in assenza di Mandzukic, dimostrando come l’ex Fiorentina possa adattarsi bene a qualsiasi ruolo offensivo gli venga chiesto di interpretare.

Dove si posizionerà Rebic nello scacchiere di Giampaolo?

La soluzione più naturale, invocata anche spesso dai tifosi, sarebbe quella di vedere Rebic agire in un 4-3-1-2 nel ruolo di seconda punta, al fianco di Piatek con Paquetà sulla trequarti. Sebbene Giampaolo abbia detto in conferenza stampa che “Il trequartista è un attaccante”, il brasiliano ha dimostrato come possa essere devastante in quel ruolo e, combinato alle abilità del croato di creare spazi e saltare l’uomo, l’intesa potrebbe dare dei grandi risultati.

Ma probabilmente non sarà così. Vista l’apparente inamovibilità del titolatissimo Suso, Rebic potrebbe prendere il posto di Castillejo nel 4-3-2-1 visto sabato contro il Brescia, andando così a formare con Piatek e il numero 8 un tridente atipico, visto che entrambi i giocatori a sostegno della punta amano avere la palla tra i piedi.

Un’altra soluzione, forse quella più coerente con la storia tecnico-tattica di Giampaolo, potrebbe essere quella di utilizzare Rebic come trequartista nel 4-3-1-2, a supporto di Piatek e Leao. Si andrebbe quindi a ricreare un terzetto offensivo molto simile, se non addirittura quasi uguale, al Rebic-Haller-Jovic che tanto bene ha fatto in Germania. Infatti, sia Haller che Piatek sono due punte molto fisiche, che giocano spalle alla porta e che in area di rigore sono spesso letali. Un po’ diverso, ma non troppo, è il discorso sul paragone Leao-Jovic: con tutte le proporzioni del caso, Leao è più rapido e meno prima punta del serbo, ma paradossalmente potrebbe essere più funzionale al gioco di Rebic, vista la capacità dell’ex Lille di creare spazi.

 

Dopo un mese e passa di inattività, il Milan mette a segno il colpo Rebic, regalando a Giampaolo un jolly offensivo. Sarà lui l’uomo decisivo per il ritorno in Champions League?

a cura di Gabriele Amerio

×