Milan-Real Betis: le analisi tattiche degli uomini di Setién

by Raffaele Ferrara | 24 ottobre 2018

Quique Setién è arrivato a Siviglia dopo aver diffuso, negli ultimi due anni, il verbo del proprio calcio al Las Palmas e il suo arrivo ha fatto dimenticare in fretta la partenza di Dani Ceballos. La società gli ha messo a disposizione subito i giocatori che voleva: Javi Garcia, Marc Bartra, Sidnei, William Carvalho, Andres Guardado, Takashi Inui, Giovani Lo Celso e Cristian Tello.

Real Betis

La squadra di Setién, attualmente decima a pari punti con il Real Valladolid in Liga, fa del gioco posizionale il suo principio fondamentale, basato sulla tecnica individuale, l’occupazione intelligente degli spazi liberi e l’interscambio, o meglio, la capacità di adattamento dei giocatori alle diverse situazioni in varie zone di campo. Il modulo di base in fase di possesso  è il 3-4-3 ma, spesso, varia a seconda dei giocatori schierati dall’allenatore e dalle situazioni di gioco. In fase di non possesso, la squadra si posiziona con un 5-4-1 molto corto e stretto per cercare di creare maggior densità in zona palla: infatti, in transizione negativa, le marcature preventive sono molto curate, soprattutto dai centrali della linea difensiva che leggono in anticipo le possibili situazioni di gioco, essendo bravi sia ad accorciare per riaggredire immediatamente che a scappare per creare il cono d’ombra della porta.

Fase di possesso

In fase di possesso, la costruzione parte quasi sempre dal basso, con il portiere sempre partecipe alla manovra. Il gioco di Setién è proprio quello di creare e dare la possibilità al portatore di avere più soluzioni possibili come appoggi o sostegni per provare a fare allungare ed allargare le linee di pressing avversarie. In queste situazioni i giocatori cardine sono i  difensori e i centrocampisti, i quali si fanno trovare spesso alle spalle della prima linea di pressing.

Il gioco, superata la prima linea di pressing, si sviluppa spesso in ampiezza con i rispettivi esterni di centrocampo che, avendo i piedi sulla linea laterale, sfruttano tutta la larghezza del campo, creando continui triangoli mobili con i trequartisti e i centrocampisti, per non dare veri e propri punti di riferimento agli avversari e favorire i compagni nel fraseggio corto.

Fase di non possesso

In fase di non possesso, la squadra ha un atteggiamento molto aggressivo, andando a attuare un pressing ultra-offensivo sulla costruzione bassa avversaria, soprattutto su palla coperta, con i compagni a marcare immediatamente i possibili appoggi o sostegni ed indurli all’errore.

I giocatori principali di questo tipo di assetto difensivo sono gli esterni di centrocampo che danno molto equilibrio al modulo e che poche volte si sono fatti trovare impreparati. La linea difensiva è sempre “scaglionata” molto bene, e la squadra riesce a mantenersi stretta e compatta. Ciò nonostante, i centrocampisti fanno poco filtro, rimangono troppo piatti, disposti non benissimo e si fanno trovare spesso impreparati, mettendo così in condizione gli avversari di occupare con più uomini possibili la zona di rifinitura di affrontare costantemente la linea di difesa in 1 contro 1.

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