Milan-Lazio…la tripletta di Sheva ci regala la Supercoppa

by Daniele Esposito | 11 Aprile 2019

La partita dello Stadium lascia cicatrici profone nell’animo dei milanisti, protagonisti di una grande prova ma usciti per l’ennesima volta, come la maledizione vuole, con zero punti. Fabbri, mani, rigore, VAR, quello che volete voi: in quello stadio, contro di noi, succede sempre qualcosa che permette ai nostri avversari di sopraffarci. Che poi, questo umiliante senso di inferiorità contro chi inferiore ci è stato sempre, proprio non ci va giù. Come se “comandassero” la gara e una volta alzato il ritmo, ci segnano come vogliono. Ma basta, il passato è passato, ora sguardo al presente: siamo ancora quarti! Meriti nostri? Demeriti degli altri? Entrambi, ma siamo ancora quarti e ciò ci definisce ancora una volta artefici del nostro destino. E va bene così. Sabato sera il Milan ospiterà la Lazio, vero e proprio match valevole il quarto posto in classifica: quale occasione migliore per rispolverare qualche vecchio ricordo…

San Siro adibito a festa: e Sheva ringrazia

Agosto 2004, il Milan campione d’Italia si gioca a San Siro la Supercoppa con la Lazio vincitrice della Coppa Italia. Quel Milan, signori, è forse il più forte dell’era Ancelottiana, e clamorosamente non riuscirà a vincere nulla quell’anno. Comunque, la partita è molto sentita dai tifosi, che hanno riempito lo stadio. E i rossoneri lo sanno, e partono subito forte: Sheva, Maldini e anche Stam ci provano, senza risultati. Fino alla mezz’ora, quando Ambrosini entra in area, salta un difensore e mette la palla in mezzo: Shevchenko, con il sinistro al volo angola bene la palla mettendola alle spalle di Peruzzi per il vantaggio Milan. Non passano neanche 10 minuti che Maldini, dalla sinistra, scodella una grande palla in mezzo, ancora per Sheva che stavolta di testa segna il 2 a 0. San Siro esplode. Il secondo tempo rispetta lo stesso copione del primo, con i rossoneri all’arrembaggio. Al 75esimo un rimpallo in area permette alla palla di arrivare in modo invitante a Sheva che, di destro, al volo, da fuori area calcia in modo micidiale e segna la sua personalissima tripletta. Nel finale ci sarà anche il tempo per un miracolo di Dida su Zauri, ma il match terminerà tre a zero e regalerà l’ennesimo trofeo milanista dell’era Berlusconiana.

Rabbia, orgoglio e senso di appartenenza. Facciamo vedere chi siamo!

Sabato non ci sono scuse. Sono troppe partite che lasciamo punti per strada, adesso è venuto il monento di tirare fuori la rabbia e l’orgoglio che cita il nostro Capitano. Abbiamo sette finali ed è tutto nelle nostre mani. Avanti Diavolo!

 

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