Milan-Juve e… quel maledetto Goal di Muntari

by Daniele Esposito | 8 novembre 2018

Domenica sera a San Siro andrà in scena una delle partite sicuramente più affascinanti e importanti del campionato, che vedrà affrontarsi le due squadre italiane più titolate in assoluto. Domenica sera si gioca a San Siro Milan-Juve: inutile dire che fino a poco tempo fa, queste partite valevano uno scudetto, e che adesso, almeno sulla carta, non c’è mai storia. Però noi siamo dei romantici e siamo qui a raccontarvi i match più belli del nostro Milan e quindi, come promesso nell’episodio precedente, ne approfittiamo per parlarvi di quella famosa partita del 25 febbraio 2012, l’ultima sfida-scudetto che ha visto fronteggiarsi Milan e Juve, quella maledetta partita che ha come episodio più importante quel dannato goal-non goal (anzi, goal e basta) di Muntari.

Il match e quello sciagurato episodio del goal di Muntari

Amici e tifosi rossoneri, torniamo indietro nel tempo. Febbraio 2012, il Milan ospita al Meazza la Juve, per quella che è una vera e propria sfida scudetto: i rossoneri sono primi con un punto in più, la Juve, al primo anno di Conte, ha ancora una partita da recuperare e soprattutto è ancora imbattuta in campionato. Vincere quella partita metterebbe quindi in cassaforte il primo posto e toglierebbe l’imbattibilità ai propri avversari che, dal punto di vista psicologico, è un grande vantaggio. Dopo pochi minuti il Milan passa in vantaggio: Nocerino approfitta di un doppio errore di Bonucci (passaggio sbagliato in uscita e deviazioni sul tiro), e la partita prende subito una direzione favorevole e, viene da dire, scontata. Piccola premessa: quel Milan, sulla carta, era decisamente più forte della Juventus che sì, aveva degli ottimi giocatori e alcuni campioni, ma che sicuramente non era all’altezza dei rossoneri. Poi però arriva il minuto 24. In questo minuto avviene un qualcosa di clamoroso: probabilmente questo episodio ha deciso il destino di quel campionato, ma addirittura può aver segnato il futuro calcistico delle due squadre, di cui ancora oggi (e chi sa per quanto tempo) subiamo gli effetti. Ma andiamo a descriverlo, questo sciagurato episodio: corner dalla sinistra per il Milan, Robinho tocca corto per Emanuelson che la mette in mezzo, stacca Mexes a botta sicura, miracolo di Buffon che respinge su Muntari che di testa segna. Segna, perché la palla oltrepassa di almeno un metro la linea di porta, prima che Buffon la buttasse fuori, tant’è che il centrocampista ghanese del Milan anziché ribadire il pallone in rete per la seconda volta (inutilmente, secondo lui) corre ad esultare. E infatti il Milan esulta e con lui tutti i tifosi presenti allo stadio, tra cui chi vi sta scrivendo, perché il goal era talmente palese che ce n’eravamo accorti persino al terzo anello. E invece no. Clamoroso al San Siro: arbitro e guardalinee, in preda a non so quale crisi, dicono che non è goal e addirittura la Juve parte in contropiede, per fortuna neutralizzato da Abbiati. Suma impazzisce: “Era goal, ma era dentro, era dentro clamorosa! Ma non si può vivere così! Ma basta, ma basta con questi qui! Ma è dentro clamorosa!” E poi se la prende con Buffon: “L’ha presa dentro Buffon, perché non l’hai detto? Gigi perché non l’hai detto? Gigi guardami negli occhi! Gigi grande campione perché non l’hai detto?” In preda alla rabbia più totale poi invoca la moviola per ristabilire la verità. Clamoroso, signori, a quello a cui si è assistito. La partita, poi, vedrà un gol annullato ingiustamente a Matri e poi il pareggio dello stesso ex primavera a 5 minuti dal termine, che sancirà il risultato finale di 1 a 1. Ma non ci soffermeremo troppo su questi due episodi, perché sul 2 a 0 la partita sarebbe stata più che chiusa, e nessun goal annullato per fuorigioco inesistente sarebbe valso, tantomeno il goal dell’effettivo pareggio di Matri. Se non fosse stato quindi per quell’assurdo episodio del goal di Muntari, il Milan avrebbe sacrosantamente vinto quella partita e probabilmente si lanciava per il secondo titolo consecutivo (altrettanto sacrosanto). E invece no. Da evidenziare anche lo sfogo del grande Carlo Pellegatti che a fine partita, non consapevole di essere ancora in diretta, inveisce con toni molto forti contro Conte e Chiellini, colpevoli di aver protestato a lungo contro l’arbitro e contro alcuni giocatori del Milan dopo il triplice fischio finale, nonostante l’assurdo episodio che li aveva premiati.

Domenica vogliamo vedere in campo 11 leoni che non hanno nulla da perdere

Cari tifosi rossoneri, è vero che mi sono dilungato, ma queste cose volevo raccontarvele, anche perché domenica sera andrà in scena un altro Milan-Juve. Arriviamo da un filotto di partite davvero favorevole, fatto di 9 punti in 3 partite, che ci ha permesso di essere, finalmente, in piena corsa per il quarto posto. Sinceramente, per domenica sera non mi aspetto troppo dai ragazzi, che saranno stanchi e soprattutto senza alcuni tasselli fondamentali del nostro scacchiere. Per cui, senza aver nulla da perdere, andiamo a combattere come 11 leoni, contro tutto e tutti. Noi siamo l’AC Milan!

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