Milan-Genoa: le analisi tattiche degli uomini di Juric

by Raffaele Ferrara | 31 ottobre 2018

A San Siro si recupera la prima giornata tra Milan e Genoa che era stata rinviata per il crollo del ponte Morandi. I rossoneri hanno rimesso a posto la classifica con la vittoria sulla Sampdoria ma hanno bisogno di continuità, con altri tre punti salirebbero a quota 18 facendo risalire le proprie ambizioni di Champions League. I rossoblu vengono da due pareggi consecutivi contro Juve e Udinese.

Il Genoa

Lo scorso 9 ottobre Ballardini ha lasciato il posto a Juric sulla panchina del Genoa. L’ex centrocampista del Grifone chiede ai suoi grande corsa e impegno. Il modulo, così come per la gestione Ballardini, sarà un 3-4-1-2 votato alle ripartenze. I rossoblu presentano un ruolino di marcia abbastanza negativo in trasferta: 1 vittorie, 1 pareggi, 2 sconfitte, con 7 gol fatti e 11 subiti.

Fase di possesso

Il Genoa si schiera con un  3-4-1-2: l’azione si sviluppa la maggior parte delle volte con un lancio lungo diretto nella zona forte dei rossoblu, ovvero il lato sinistro composto da giocatori bravi tecnicamente come Lazovic e Piatek e il centrocampista di zona Sandro.

In alternativa al lancio lungo, i due centrocampisti si abbassano a ricevere palla e danno possibilità ai due laterali di difesa di spingersi in avanti.

Importante in questo Genoa è la posizione di Bessa capace di fungere da raccordo smistando palla da una fascia all’altra e inserirsi sui cross degli esterni o restare in appoggio ai due attaccanti. Infatti il gioco è costruito prevalentemente sulle fasce avendo sugli esterni uomini capaci di saltare l’avversario e creare superiorità numerica come Pedro Pereira e Lazovic.

Fase di non possesso

Caratteristica fondamentale del Genoa di Juric è l’intensità. Il principio adottato è la marcatura ad uomo, con gli attaccanti centrali a disturbare i difensori centrali avversari pronti ad impostare. Quindi si creano dei veri 1 vs 1 in mezzo al campo con i tre difensori rossoblu pronti a seguire ad ombra gli attaccanti che si presentano nella loro zona nonostante il rischio di lasciare spazi liberi per eventuali inserimenti avversari. Menzione speciale per Bessa che, nella posizione di trequartista, deve preoccuparsi del play avversario.

Vista la difficoltà di mantenere ritmi alti per tutta la partita, il Genoa in alcuni momenti della gara decide di non pressare e sistemarsi con un 5-4-1 nella sua metà campo aspettando gli avversari. Pedro Pereira e Lazovic si posizionano vicino ai tre difensori centrali, Bessa arretra sulla linea dei centrocampisti e rimangono le sole punte centrali in avanti. La squadra rimane corta e stretta creando densità nella parte centrale, pronta a ripartire subito una volta conquistata palla.

Un vero e proprio osso duro il Genoa di Juric, capace di dare un’identità precisa alla propria squadra nonostante questa ogni anno venga stravolta completamente. Con un po’ di continuità in più potrebbe certamente ambire a posti alti in classifica.

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