Milan, chi è causa del suo mal pianga sé stesso

by Gabriele Amerio | 27 Maggio 2019

La rabbia e la frustrazione dei tifosi rossoneri sono ampiamente comprensibili e condivisibili. Il quinto posto, a meno uno dall’Inter, è una punizione severa per i supporter rossoneri ma che è l’esatta copia e trasposizione della stagione della squadra di Gattuso.

Un’ossessione europea

Per gente abituata a vivere le grandi notti europee e ad andare in giro per il vecchio continente a far razzie di ricompense prestigiose, 5 anni e passa senza Champions League sono un periodo infinito. Quell’11 marzo 2014 rappresenta infatti l’ultima apparizione nell’Europa dei grandi per i rossoneri, una compagine che quel trofeo lo ha alzato ben 7 volte. Il bisogno, la brama di QUELLE sensazioni che solo QUELLA musichetta può dare sono incise nel DNA dei tifosi e dell’ambiente. Ma lo erano in quello della rosa di quest’anno?

Manca sempre quel qualcosa

Probabilmente quel feeling con la coppa delle grandi notte europee non era iscritto altrettanto bene nel DNA dei giocatori, dell’allenatore e dei dirigenti tutti. Una squadra travagliata da 3 proprietà diverse negli ultimi 3 anni, un mercato fatto in maniera scellerata prima e in maniera frettolosa poi, un clima attorno all’allenatore non esattamente idilliaco e parecchie leggerezze tecniche hanno portato il Milan, anche quest’anno, a rimanere senza la qualificazione in Champions.

Chi è causa del suo mal pianga se stesso

Facile puntare il dito verso gli altri, gli arbitri, i guardialinee e compagnia cantante. Ma il vero responsabile della mancata qualificazione Champions del Milan è proprio il Milan stesso, il primo avversario contro il quale la squadra deve lottare. Troppe occasioni sprecate, troppi punti buttati: un lusso che questa squadra, ad oggi, non si poteva permettere. Ed è proprio questo che differenzia una squadra grande e matura da una squadra incompleta, l’essere cinici. Aggettivo che, purtroppo, il Milan ha scoperto solo in queste ultime 4 giornate di campionato quando, chiamato al miracolo, ha fatto 12 punti su 12. Ma purtroppo, questa volta, l’essere lo studente che cazzeggia tutto l’anno e si impegna nelle ultime due settimane di scuola non è bastato, anche perché ormai il destino del Milan non era più nelle mani dei rossoneri.

Difficoltà negli scontri diretti

Considerando le sfide con le 4 squadre qualificate in Champions, il bilancio è pietoso: 0 punti con la Juve, 1 con il Napoli, 4 con l’Atalanta e 0 con l’Inter. Quindi, oltre alla mancanza di cinismo contro le piccole, al Milan quest’anno sono anche mancati i colpi da 90 contro le big, quelle classiche vittorie che valgono 6 punti.

Ma non è tutto da buttare

La base per l’anno prossimo, però, pare esserci. Il futuro allenatore dovrà essere capace di continuare la parabola in crescendo di queste ultime quattro sfide di campionato, lavorare sulla mentalità dei giocatori e correggere gli errori di questi ultimi 5 anni di Champions League. Il compito non è facile, anzi, ma siamo certi che la società metterà sulla panchina una guida adatta agli obiettivi del Milan.

Forza lotta, vincerai, non ti lasceremo mai.

a cura di Gabriele Amerio

×