L’imprescindibilità di Lucas Biglia

by Gabriele Amerio | 2 novembre 2018

Lucas Beagle, Bucas Liglia, Moviola in campo e compagnia bella… tutti simpatici appellativi che apparivano qualche mese fa sui social e venivano appioppati all’ex capitano della Lazio.

Obiettivamente, la prima stagione di Biglia con la maglia del Milan è stata pessima e a tratti anche disastrosa se vogliamo: assenza di personalità, fatica nell’adattamento, infortuni e scarsa concentrazione avevano messo nel mirino di tifosi e non solo il numero 21, che si era appunto guadagnato quei nomignoli. Ma qualcosa, quest’anno, è cambiato.

Lucas Biglia è passato dall’essere un peso morto in mezzo al campo al costituire una vera e propria colonna del Milan, la spina dorsale, insieme a Higuain e capitan Romagnoli, della squadra di Gattuso. Merito anche del tecnico calabrese che, anche se in pochi lo avranno notato, ha disegnato un nuovo ruolo al mediano albiceleste che gli ha permesso di diventare, appunto, imprescindibile.

Meno regista e più mediano, così è come lo vuole Gattuso: sia nel 4-3-3 che nel 4-4-2 contro la Sampdoria, Biglia ha radicalmente cambiato il suo modus operandi in mezzo al terreno di gioco. Non solo ne ha beneficiato lui, ma anche tutta la squadra.

Partiamo da un interessante dato: 48, come il numero dei palloni recuperati dal numero 21. Quinto nella classifica totale della Serie A, Biglia vi mette sempre lo zampino quando si tratta di interdizione o di abbassarsi a difendere in area andando a mettersi “sul vertice”, intercettando i cross arretrati. Palloni che, poi, vengono subito appoggiati o passati in avanti ai “tecnici” della squadra, come le due ali o Bonaventura, che hanno quindi il compito di portare la palla nelle zone calde del campo. Diversi, invece, i compiti che aveva lo scorso anno con Montella: l’ex tecnico gli chiedeva spesso di prendere in mano il gioco e far partire l’azione da dietro alternandosi con Bonucci, compito che non è esattamente nelle corde di Biglia che storicamente si è sempre occupato della gestione della palla e non dell’impostazione (specie quando giocava alla Lazio).

Seppure non sia un giocatore dallo strapotere atletico (non è Kessié, per intenderci), Biglia è il giocatore rossonero che ha corso più chilometri in questa stagione: non solo in mezzo al campo ma, appunto, anche per supportare la difesa e cercare di bloccare gli attacchi avversari. Il cambio di rotta e di passo rispetto allo scorso anno si è visto e sentito.

Nel 4-4-2, modulo che Gattuso dovrebbe impiegare quando tutti i titolari rientreranno in condizione, Biglia sarà a dir poco fondamentale: a lui il compito di filtro, a lui le mansioni di rottura dell’azione, a lui i lavori di gestione palla perché “non possono segnarci se la palla ce l’abbiamo noi“.

La brutta notizia, però, è che difficilmente lo vedremo in campo prima della sosta per le nazionali: quanto peserà l’assenza dell’argentino, soprattutto nella sfida contro la Juventus?

a cura di Gabriele Amerio (twitter: @gabrieleamerio)

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