La zona Romagnoli e sei pesantissimi punti. E’ garra rossonera!

by Antonio Mele | 6 novembre 2018

Milan-Genoa. Minuto 92. Risultato sempre di 1 a 1. Abate, rilancia l’azione Telepass. Palla nel mucchio, allontana Radu di pugno, la palla arriva a Romagnoli, si coordina…GOOOL!!!! l’ha messa Alessio!!! Tempesta Solare! Tempesta Solare! 2a1 per i ragazzi!!!

Udinese-Milan. Minuto 95′. Risultato inchiodato sullo 0 a 0. Opoku tiene palla ma c’è Romagnoli, in scivolata gliela e serve Cutrone in contropiede, 4 contro 3 il Pungiglione, evita la scivolata, la mette dentro, Suso, potrebbe tirare…Suso, ancora Romagnoli, Suso, Romagnoli…GOOOOOL!!!! L’avevo dettoooo! Il Capitanooo. 1 a 0 Milan! Tempesta Solare Romagnoli!!!!

Solo le parole di Carlo Pellegatti, cui abbiamo deciso di rendere omaggio prendendo in prestito, per gioco, il suo modo unico di fare la telecronaca, possono spiegare e raccontare le emozioni vissute dal popolo rossonero in questa grigia settimana d’inizio novembre.

Due partite chiave, sei punti e quarto posto consolidato a pari merito con la Lazio. Ma veniamo al campo. La settimana precedente avevamo visto una squadra con delle novità importanti che soffrendo, ma regalando comunque una prestazione di buon livello, aveva battuto la Sampdoria portandosi a ridosso della Zona Champions. Il turno infrasettimanale di recupero della prima giornata contro il Genoa è quindi fondamentale per aggunatare il quarto posto. Ma la partita con la Sampdoria ha lasciato degli strascichi importanti nell’infermeria. Caldara infortunato al tendine d’achille prima della gara, Bonaventura è ancora indisponibile, Calabria non ce la fa per un colpo alla caviglia e all’ultimo anche Biglia deve dare forfait per un problema al polpaccio (che lo terrà fuori per 6-8 settimane). Le alternative per Gattuso sono poche e il mister decide di cambiare. Spazio ad un inedito 3-5-2 con Donnarumma tra i pali, Musacchio, Romagnoli e Rodriguez in difesa, Suso Kessie Bakayoko Calhanoglu e Laxalt a centrocampo con Higuain e Cutrone di punta. Un modulo nuovo ma interpretato in maniera particolare. Infatti la posizione e il lavoro delle mezzeali è atipico. Kessiè alterna movimenti sull’esterno a diventare praticamente 4 difensore ad altri più sporadici di accompagnamento della manovra per via centrale. Calhanoglu si abbassa spesso sulla linea di Bakayoko formando praticamente un centrocampo a due. In molte fasi della partita il 3-5-2 si trasforma in un 4-4-2 con Suso a rimanere alto come già accaduto nella gara contro il Genoa. A parte questo piccolo equivoco tattico la partenza dei ragazzi è lanciata. Il gol del vantaggio arriva dopo pochi minuti con una splendida azione personale di Suso che dopo aver scambiato con Calhanoglu sulla trequarti, scarica un sinistro dai 20 metri imparabile per Radu. Sembra il preludio ad una tranquilla serata a tinte rossonere ma, il primo tempo continua su ritmi lenti e la manovra rossonera non è fluida in particolare in mezzo al campo dove, tolto il buon lavoro in interdizione e ripartenza di Bakayoko, le due mezzeali sembrano non riuscire a trovare la giusta collocazione. In questo “torpore” il Genoa ne approfitta per rendersi pericoloso con Piatek che gira fuori un buon pallone del compagno Biraschi che Laxalt e Rodriguez non riescono a contenere adeguatamente. Si va comunque al riposo sull’1-0 per i ragazzi. La partita rimane sulla stessa falsa riga del primo tempo con il Milan incapace di chiudere la partita complice anche l’ottima prestazione del portiere Radu e il Genoa, che col passare dei minuti si affaccia con piu insistenza dalle parti di Donnarumma senza però rendersi particolarmente pericoloso. Come spesso accade nel calcio è un’episodio a cambiare l’inerzia. Un’azione fortuita dovuta ad un mancato disimpegno di Bakayoko in area di rigore su pressing di Khouamè, regala il pareggio al Genoa al minuto 57′ con la palla che viene sfortunamente deviata in porta da capitan Romagnoli. I rossoneri subiscono il colpo e, come successo con la Sampdoria , si gettano in avanti in cerca del pareggio. Gattuso prova a cambiare la situazione inserendo Abate al posto di uno spento Laxalt e passando al classico 4-4-2. Il cambio da subito i suoi frutti, la squadra sembra meglio disposta in campo e più equilibrata. I successivi 30′ di gioco sono un monologo rossonero con i ragazzi che spingono e il Genoa sempre più in difficoltà. Mail gol non arriva, Radu è in giornata di grazia e il nervosismo aumenta. Gattuso cambia ancora fuori Calhanoglu, dentro Castillejo per l’assalto finale. Negli ultimi dieci minuti il Milan preme ma rischia su un contropiede di Bessa che trova un Donnarumma portentoso a chiudere la porta per difendere l’1-1. Il resto l’abbiamo raccontato nelle prime righe, all’ultimo respiro Capitano Romagnoli, corona il momento di pressione rossonero con un gol splendido in mezza girata che batte Radu, avventato in uscita. E’è un gol liberatorio e tutto sommato meritato per la pressione operata dai ragazzi nella metà campo avversaria, e in definitiva premia la perseveranza dei ragazzi di mr. Gattuso.

Nella seconda delle due partite settimanali, il leit motif non cambia. L’Udinese è avversario tosto sopratutto in casa. E la situazione infortuni non sembra migliorare, anzi peggiora con Calhanoglu costretto ai box. Questa volta Gattuso si affida saggiamente al rodato 4-4-2 con due cambi rispetto all’undici di mercoledi sera: Zapata per Musacchio e Abate per l’infortunato Calhanoglu. La partita è da subito bellissima. Entrambi gli allenatori l’hanno preparata saggiamente. L’Udinese, schierata con un accorto 3-5-2 affida il suo gioco al lavoro delle mezzeali Fofana e De Paul, il primo abile a trasformare l’azione da difensiva in offensiva e il secondo, vero faro della squadra schierato in una posizione scomoda per i rossoneri, tra le due linee di difesa e centrocampo. Davanti spazio a Lasagna supportato dal velocissimo incursore argentino Pussetto. L’Udinese decide di attaccare alle spalle dei centrocampisti rossoneri e in particolare, predilige il lato destro dello schieramento difensivo milanista, dove Abate e Zapata, con esperienza e un pizzico d’appresione, riescono comunque a contenere gli attacchi friulani, che si rendono comunque pericolosi con i tiri dalla media distanza. Dall’altro lato i ragazzi si affidano al solito Suso sul lato destro e alle giocate di Higuain e Cutrone che, a differenza di altre gare, non riescono a rendersi particolarmente pericolosi (eccezion fatta per una girata del Pipita in area di poco a lato) in quanto chiusi nella morsa dei 3 difensori bianconeri. Motivo di ciò la posizione troppo statica e “piatta” dei due centravanti rossoneri che non lavorano bene ad elastico per aprire la scatola difensiva congeniata per loro da Velasquez. La prima parte della partita è molto combattuta ma nessuna delle due squadre riesce ad avere la meglio. La prima svolta si ha al minuto 35′ quando Higuain è costretto ad abbandonare il campo per una botta alla schiena subita ad opera di Mandragora. Sembra piovere sul bagnato in casa rossonera. Gattuso opta per l’ingresso di Castillejo al quale chiede di giocare prettamente alle spalle di Cutrone andando a disegnare un buon 4-2-3-1. Il primo tempo si conclude senza particolari altri squilli con le squadre ancora ferme sullo 0-0. Nella ripresa è il Milan a prendere in mano maggiormente la situazione con Bakayoko e Kessiè ottimi in fase di interdizione e ribaltamento dell’azione e Castillejo indemoniato che attacca e ripiega senza pause. La presenza di Bakayoko  in campo col passare dei minuti, complice anche la stanchezza che sopraggiunge, porta il Milan a cambiare per la prima volta in stagione il suo modo di giocare. Infatti se fino a questo momento il dogma è stato il palleggio dal basso interessando anche il portiere, col franco-ivoriano in campo, maggiore è la ricerca del lancio lungo e della spizzata con il “gigante buono” che vince la stragande maggioranza dei duelli aerei che permettono un più veloce sviluppo dell’azione sulla trequarti, dove i folletti rossoneri creano non pochi grattacapi alla retroguardia friulana. Infatti, prima Suso, poi Castillejo vanno vicini al gol del vantaggio. Vantaggio che però non si concretizza motivo per cui Gattuso opta per un nuovo cambio con Borini che subentra a Laxalt per cercare di incidere sul lato sinistro e opta per un cambio di posizione tra Suso e Castillejo con il primo a giocare a ridosso di Cutrone e l’altro sull’out di destra per sfruttare la sua maggiore freschezza. La partita non si sblocca e sembra andare verso lo 0-0 quando Romagnoli al minuto 95′ fa impazzire il popolo rossonero con un gol meritato e figlio di un’azione bellissima per caperbietà e intelligenza tattica. E’ il secondo gol del capitano in 5 giorni. Un gol voluto e cercato ad ogni costo, figlio di una condizione atletica ottima e di quella “garra” a cui spesso ci hanno abituato i giovani terribili in maglia rossonera.

Dal punto di vista tattico come detto la gara ha dato segnali importanti, ci piace sottolinerne due: il ruolo di Bakayoko che permette uno sviluppo alternativo dell’azione e la duttilità degli uomini offensivi rossoneri che finalmente permette di cambiare sistema di gioco e interpretazione a gara in corso (impensabile fino a poco tempo fa un Suso in posizione così centrale). La vittoria arrivata in zona Cesarini, o se permettete potremmo dire ormai in Zona Romagnoli, porta inoltre una nuova consapevolezza nei propri mezzi da parte dei ragazzi che attraverso il lavoro del buon Rino e del suo staff, stanno ampliando gradualmente il proprio bagaglio di conoscenze e di certezze tecnico tattiche, che potrà permettere a partire dalle prossime settimane di variare e modificare il sistema di gioco rispetto alle caratteristiche dell’avversario in maniera più decisa e convincente del recente passato. Anche perchè ora ci aspetta un trittico da cuori forti. Betis, Juventus e Lazio, gare da affrontare con attenzione ma anche una ritrovata sfacciataggine, perchè con la “garra” e l’organizzazione tutte le partite possono diventare alla portata.

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