Il gioco delle coppie e il buon vecchio 4-4-2: Milan batte Sampdoria e vede il 4° posto

by Antonio Mele | 30 ottobre 2018

A cavallo tra gli anni ’80 e ’90 il game show: “il gioco delle coppie” era il format di riferimento della televisione commerciale per quanto riguarda l’intrattenimento del pre- prima serata. Un gioco semplice, accattivamente e divertente che ha tenuto compagnia agli italiani per ben 9 anni! Il gioco si basava sulla scelta da parte del protagonista (“il cacciatore”) di un partner tra tre opzioni, in base alle risposte da loro date alle sue domande più disparate, senza poterlo vedere prima della scelta definitiva.

Chissà se Rino Gattuso, prima della gara di Domenica contro la Sampdoria, abbia rivisto una puntata del celebre show…di sicuro quello che si è visto sul campo ha molto del gioco in questione. In primis, la scelta del modulo, quel 4-4-2 dal sapore “vintage” (antico secondo i detrattori) che tanto si basa sugli accoppiamenti offensivi e difensivi. Dopo la funesta doppia sconfitta con Betis e Inter, Rino era finito (forse giustamente) sul banco degli imputati. Lo si attaccava per un gioco troppo monotono e per la mancanza di coraggio in alcune scelte. Per rispondere alle critiche, il tecnico rossonero domenica ha sparigliato le carte in tavola. Si cambia! si passa dal 4-3-3 che, sebbene permettesse di occupare bene il campo, lasciava troppo solo Higuain, al caro vecchio 4-4-2 con Cutrone, giovane anima di questo Milan, accanto al Pipita. Ed è proprio la strana coppia italo-argentina, ben assortita e funzionale, a dare una ventata di freschezza e di novità al gioco rossonero, apparso abulico e compassato nelle ultime settimane. Ma il “gioco delle coppie” non si ferma alla sola coppia d’attacco. Le scelte sulle catene degli esterni danno un segno di discontinuità col passato. In particolare la catena di sinistra viene occupata dal sempre ottimo Rodriguez di quest’inizio stagione coadiuvato per la prima volta dal neo milanista Laxalt che per l’occasione viene schierato alto sulla linea dei centrocampisti con compiti sicuramente diversi da quelli che aveva Calhanoglu nel 4-3-3. Infine, conferma per le altre “coppie” del gioco rossonero: Musacchio e Romagnoli in difesa, Calabria e Suso sull’out di destra e Kessiè Biglia a centrocampo. Una formazione votata al gioco offensivo senza trascurare l’equilibrio tra i reparti.

Ma veniamo alla partita. I ragazzi partono subito forte, tenendo un baricentro alto e cercando di attaccare la difesa della Sampdoria, schierata col classico 4-3-1-2 di Giampaolo, in particolare sul lato destro con Suso spesso in uno contro uno con il dirimpettaio Murru. Dal punto di vista tattico la scelta di Gattuso è quella di tenere alta la linea dei due centrocampisti (rischiando qualcosa con gli inserimenti in ripartenza sulla trequarti) e utlizzare spesso il cambio gioco evitando il raddoppio della mezzala sull’esterno che riceve palla. In particolare ottimo in questo senso sin dai primi minuti è il lavoro di Rodriguez che sfrutta il suo educato sinistro per sventagliare verso il solito Suso e liberarlo nell’uno contro uno. Ed è proprio da un uno contro uno di Suso, stavolta su lancio dalle retrovie a scavalcare il centrocampo di Calabria, che nasce il primo gol rossonero. Lo spagnolo, dopo una serie di finte, mette la palla sul secondo palo, dove Cutrone si stacca con abilità dalla marcatura e segna di testa battendo Audero. Un gol abbastanza semplice che mostra un’evidente discontinuità col recente passato. Sempre in questa rubrica, avevamo più volte segnalato la necessità di avere più uomini ad attaccare l’area ed in particolare, sui cross tagliati dell’assenza di un giocatore che accorci e tagli forte sul secondo palo. La presenza delle due punte favorisce sicuramente questa giocata vitale per i rossoneri ma non è la sola. Infatti, la scelta di Laxalt, oltre a fornire maggiore protezione alla difesa e qualche strappo in contropiede, va verso questa direzione. Nell’azione del gol (ed anche successivamente in molte altre azioni non ultimo il palo nel secondo tempo), l’uruguagio è sempre ben pronto sul secondo palo per raccogliere il cross o ribadire in rete una respinta. Questa scelta massimizza, a nostro avviso, il gioco offensivo sull’out di destra di Suso e compagni.

L’uno a zero però non spegne la Sampdoria, anzi ridà forza alla squadra blucerchiata che cerca di sfruttare al meglio le ripartenze lasciando il pallino del gioco ai rossoneri. Da una di queste ripartenze, con entrambi i centrocampisti centrali rossoneri rimasti troppo alti nel seguire la manovra, nasce il pareggio. Il sempreverde Quagliarella, riceve palla nel cerchio del centrocampo dai propri difensori, elude con una gran giocata il tackle di Musacchio, uscito in maniera troppo avventata sul portatore, e lancia sul lato sinistro dell’attacco doriano l’ex di turno Saponara che, con un paio di finte disorienta Calabria (sbagliata e inspiegabile la sua scelta di lasciare libero il piede forte di Saponara) e calcia ad incrociare sul secondo palo dove Donnarumma non può arrivare. Il gol coincide con un momento di appannamento da parte dei rossoneri che, come in un film già visto sembrano essere in balia per qualche minuto dell’avversario, che con un’altra giocata sull’asse Saponara-Quagliarella, questa volta a parti invertite, firma il gol del due a uno. Saponara riceve palla sulla trequarti tra le linee, vede sul secondo palo lo splendido movimento alle spalle di Calabria di Quagliarella, che in spaccata batte ancora Donnarumma. A nostro avviso è ancora Calabria a sbagliare la giocata, in quanto si alza per un improbabile fuorigioco considerando la situazione di “palla scoperta”. E’ due a uno per la Doria. Ma stavolta la reazione dei ragazzi non si fa attendere. Stavolta la reazione è veemente. I ragazzi si gettano in avanti alla ricerca immediata del pareggio e lo trovano con una giocata corale importante. Suso offre l’ennesimo cambio gioco verso Laxalta che appoggia di testa a Higuain, il Pipita scambia in un fazzoletto all’interno dell’area con Cutrone e scaraventa la palla di forza e rabbia alle spalle di Audero. E con questo punteggio si chiude il primo tempo.

La seconda frazione inizia con gli stessi undici della prima per quanto riguarda i rossoneri ma le indicazioni tattiche e gli aggiustamenti dettati da mr. Gattuso sono evidenti sin da subito. La principale scelta è quella di tenere la linea dei due centrocampisti centrali più bassa a protezione dei palloni sulla trequarti, lasciando meno spazio da percorrere ai due in fase di ripiegamento difensivo. Questa scelta da subito i suoi frutti, infatti per tutto il secondo tempo la Sampdoria non riuscità mai a trovare sbocchi tra le linee vedendo depauperato il suo potenziale offensivo. Dal punto di vista offensivo rossonero invece, il lait motif non cambia, con la ricerca costante del cambio gioco e degli scambi tra le punte centrali. I centrocampisti blucerchiati non riescono mai a trovare le misure alle giocate dei vari Rodriguez, Biglia e Kessie e col passare dei minuti, complice la stanchezza, il muro blucerchiato crolla. A dare il colpo di grazia è sempre Suso che questa volta si mette in proprio, affronta Sala e dopo una finta di corpo calcia a modo suo sul secondo palo facendo esplodere San Siro. Anche questo gol ci porta ad una considerazione. Lo stesso Suso, dopo aver segnato un gol oggettivamente bellissimo, anzichè esultare va a raccogliere la palla in fondo al sacco, come a dire “andiamo a farne un altro”. E’ la rabbia che voleva mister Gattuso in settimana ed è la rabbia dalla quale ripartire già dalla prossima partita. Gli ultimi minuti sono accademia con i ragazzi che sfiorano il 4-2 con Laxalt, ottimo nella ripresa, che colpisce il palo dopo un taglio alle spalle del diretto marcatore in area.

Come detto, “il gioco delle coppie” rossonere ha dato i suoi frutti dando, sopratutto nel secondo tempo una volta trovato l’equilibrio, imprevedibilità alla manovra e certezze alla squadra. Certezze che hanno permesso ai singoli più in forma come Suso, Higuain e Cutrone, di esprimersi su livelli di gioco ottimi, portando letteralmente a ballare la difesa blucerchiata. Probabilmente, il tanto denigrato 4-4-2, come abbiamo espresso nelle scorse settimane, è la soluzione più equilibrata al “mal di gioco” rossonero. Dovendo trovare un punto migliorabile con la rosa attuale, è sicuramente il centro destra della nostra difesa. Musacchio e Calabria sono spesso stati un po’ l’anello debole della catena in queste settimane. Il terzino della “cantera” in particolare, apprezzabile in fase offensiva e per la sua generosità, quando è chiamato a interpretare il ruolo del terzino nel più classico dei modi, va spesso in confusione. Forse la presenza di Abate (che verrà schierato domani complice l’infortunio dello stesso Calabria) potrebbe dare un contributo maggiore in termini di esperienza e di gestione delle situazioni difesinve. in attesa del tanto sperato rientro di Andrea Conti e del mercato di gennaio che, si spera, porti in dono a Rino Gattuso i rinforzi di cui ha bisogno. Si, a RINO GATTUSO. Perchè se c’è una cosa evidente della gara di domenica è che la squadra o per lo meno la maggioranza di essa, è con lui e gioca per lui anche nelle difficoltà a differenza di quanto ipotizzato da molti nella burrascosa settimana trascorsa. Se al farsi voler bene dal gruppo, Rino continua sulla strada del coraggio e dell’equilibrio visti domenica il quarto posto non può essere un miraggio. A tal proposito, domani c’è già un’altra sfida decisiva. Ancora a San Siro e ancora una genovese. Con 3 punti i ragazzi sarebbero quarti e con soli 4 punti di distanza dal secondo posto dei cugini nerazzurri. Che dire dunque, il campionato è lungo, la strada è segnata, ora tocca seguirla con fame e voglia di vincere verso il nobile traguardo europeo, la casa dei diavoli.

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