Ibrahimovic: “Il Milan è sempre il Milan. Se sei qui è per fare grandi risultati.”

by Andrea Fabris | 3 Gennaio 2020

Dopo l’impegnativa giornata di ieri, che ha visto il suo ritorno a Milano, Zlatan Ibrahimovic si è presentato questa mattina in conferenza stampa – insieme a Zvominir Boban e Paolo Maldini – per rispondere alle domande dei giornalisti.

Prima di lasciare la parola a Ibra, Zvominir Boban ha dichiarato: “Buon anno a tutti. Siamo contenti di poter riabbracciare un personaggio e un giocatore unico. Siamo super positivi per l’effetto di Zlatan sulla squadra e sull’ambiente, poi bisogna fare risultati. Non vorrei che ci scordassimo Bergamo, quella orrenda ed inaccettabile sconfitta, non dobbiamo nasconderci dietro le spalle larghissime di Zlatan. Dobbiamo sperare che cambi il corso di questa stagione, speriamo che Zlatan ci aiuti.” 

La parola, poi, è passata allo svedese.

Sull’accoglienza dei tifosi: “Sento il loro entusiasmo. Ho un grande rapporto con loro, molto positivo. E’ importante il sostegno dei tifosi, se riusciamo ad averlo le cose sono più facili da fare. Sono pronto e spero di giocare già oggi.”

Sul suo ritorno: “Dopo l’ultima partita con i Galaxy, mi ha chiamato Maldini e abbiamo parlato un po’. Ho avuto tante richieste. Cercavo l’adrenalina. Ho parlato tanto anche con Boban. Non era una decisione difficile. Non volevo andare via dal Milan nel 2012, non ero d’accordo. L’importante è che ora sono di nuovo qui, farà di tutto per migliorare le cose. Il Milan è casa mia. Ho grande voglia di Milan, voglio bene a questo club.”

Sull’obiettivo Europa: “Pensiamo ad una partita alla volta, poi vediamo cosa succederà. Questa squadra può fare di più, ha qualità. Il campionato è lungo, bisogna lavorare tanto e crederci sempre. Dobbiamo migliorare le cose in campo, sono qui per questo.”

Sul momento del Milan:  “Il Milan è sempre il Milan, la storia non si cambia. La squadra non è quella di prima, ma sono successe tante cose dopo l’addio di Berlusconi. Io sono un calciatore, devo pensare solo a quello che succede in campo. Sono sempre positivo, se non credessi in questo progetto non sarei tornato. E il Milan è sempre il Milan.”

Su cosa ha imparato in questi dieci anni lontano da Milano: “Ogni anno è diverso, fisicamente cambia ogni anno che passa. Mentalmente no, non credo. Poi l’esperienza ti porta a fare cose differenti, se sei un calciatore intelligente sai che cosa puoi fare oppure no. Devo rendere al meglio per fare il possibile per il collettivo.”

Sul suo approccio coi nuovi compagni: “Sarò sempre me stesso. I compagni lo sanno come sono, come mi alleno e come gioco le partite. Bisogna lavorare duro e forte, saper soffrire, chi non sa soffrire non può tirare fuori il massimo. Io mi aspetto tanto dai miei compagni, anche di più di quello che hanno. L’importante è dare sempre il massimo, poi si vedrà cosa succede.”

Su Stefano Pioli: “L’ho visto per pochi minuti, era una giornata impegnativa. Sono arrivato a Milanello tardi, ci ho parlato, mi ha spiegato cose e anche io gli ho detto quel che mi serve per stare bene. Con calma arriva tutto.”

Sul suo mancato arrivo lo scorso anno: “Ho parlato con Leonardo, l’anno scorso, però non mi sentivo pronto per farlo. Dopo l’infortunio ho fatto un anno di campionato, volevo fare di più per sentirmi bene. A Los Angeles andava bene, continuavo a giocare… Andare in America era per sentirmi vivo dopo l’infortunio. Dopo due stagioni mi sento più che vivo e pronto per giocare in Italia. Durante il passaggio tra PSG e United non ci sono stati contatti.”

Sul suo ritorno:  “Dopo l’infortunio, ho detto che ero molto contento di poter tornare a giocare. Finché riuscirò a giocare, lo farò. Ho grande voglia, con spirito e mentalità si può giocare ancora ad alti livelli. Chiaramente non posso giocare come quando avevo 28 anni, ma so quello che posso fare. Non bisogna esagerare quando giochi, invece di correre puoi tirare da 40 metri.”

Sul fatto che questo Milan possa fare di più: “Si può e si deve fare di più. Al Milan la pressione è altissima, tutti si aspettano grandi risultati. Se giochi nel Milan, non è perché sei stati fortunato, ma sei qui per fare grandi risultati.”

Sui suoi obiettivi personali:  “Voglio aiutare il Milan a migliorare e personalmente voglio divertirmi in campo. Voglio godermi il campo, quando sono stato fuori mi è mancato tanto. Quando si inizia un campionato, l’obiettivo è sempre di vincere qualcosa. Voglio fare di tutto per migliorare la situazione e alzare il livello della squadra. Voglio aiutare il Milan.”

Sul fatto che sia pronto per giocare subito: “Sto bene, mi sono allenato tanto. Non ho toccato il pallone, ma non è un problema. Sono pronto per giocare.”

Sulla possibilità di rimanere dopo questi sei mesi: “Non si sa mai. Quando hai un bel rapporto con tutti, è una possibilità. Io cerco di dare il massimo sempre. Se dopo questi sei mesi posso dare qualcosa di positivo andrò avanti. Non voglio restare qui solo perché mi chiamo Ibrahimovic.”

Sul fatto che possa fare ancora la differenza: “Questa è la sfida. La sfida è contro me stesso. Serve voglia e mentalità, voglio continuare come ho fatto fino ad adesso. So cosa devo fare per aiutare il Milan.”

Se è felice di essere qui: “Molto. Nessuno a 38 anni ha firmato per un club come il Milan. Se ho firmato per un club così, è perché posso dare ancora qualcosa di importante, se no non mi chiamavano. Posso dare ancora tanto in campo.”

Sul derby: “Il derby è sempre una grande partita. Sono qui e là, è una partita speciale. Ho giocato tanti derby in carriera, ma quello di Milano è il più bello. Non so come andrà il prossimo derby, vedremo. Io penso solo ad oggi e poi a domani.”

Se ci sia qualche giocatore che possa giovare della sua presenza come Nocerino:  “Non conosco ancora bene i giocatori, prima li devo conoscere bene. Io ho sempre provato ad aiutare dentro e fuori dal campo. Chi ha questo plus, come Nocerino, non lo so. Dipende individualmente… Quando giochi con i campioni non è difficile, le cose diventano automatiche. Se sei intelligente usi la situazione e giochi. Poi con questa squadra non so chi avrà quest’effetto.”

Sul cosa lui possa dare a questo Milan: “Se non faccio gol, faccio assist o altre cose per aiutare la squadra. Nel calcio non si possono fare le cose da soli. Voglio migliorare il mio numero di gol e assist.”

 

Andrea Fabris (@andreafabris96)

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