Giro di boa agrodolce… -1 dal quarto posto ma quanta fatica!

by Antonio Mele | 9 Gennaio 2019

Un’altra pausa, altri 15 giorni senza calcio giocato. Così si apre il 2019 del calcio italiano. Questa volta non è la solita sosta per le nazionali a fermare la macchina calcistica ma la rinnovata “sosta invernale” al termine del girone d’andata.  10 giorni di riflessioni, analisi, chiacchiere su un girone d’andata chiusosi in chiaroscuro. Le gare con Frosinone e Spal hanno visto situazioni negative susseguirsi e risvolti potenzialmente positivi tutti da valutare.

Nella prima delle due gare, la trasferta di Frosinone, si è visto un Milan che,sebbene avesse recuperato i due centrali di centrocampo Kessiè e Bakayoko entrambi assenti per squalifica contro la Fiorentina, non è riuscito a dare un imprimatur decisivo alla gara giocando un primo tempo tra i peggiori in stagione e rischiando più volte di capitolare, salvato dall’ottimo Donnarumma in netta ripresa nelle ultime uscite. Come con la Fiorentina Gattuso propone il suo solito 4-3-3 con Calhanoglu confermato nel ruolo di mezzala sinistra, Castillejo al posto dell’infortunato Suso e Cutrone come ala sinistra a supporto di Higuain. Come detto il primo tempo è da incubo, i nostri ragazzi non trovano le giuste distanze a centrocampo e il Frosinone si rende spesso pericoloso nelle ripartenze con Chibsah e Ghiglione sull’out di destra, sfruttando il ritmo compassato dei nostri e gli inserimenti alle spalle del terzino tipici del 3-5-2. Nell’anonimato del primo tempo come detto, solo Gigio si salva compiendo due autenitici miracoli che salvano il risultato. Il secondo tempo è sicuramente giocato con più attenzione del primo, ma un po’ la scarsa vena di Higuain, sempre più nervoso e arrufone nelle conclusioni e la mancanza di alternative in panchina per dare una scossa al gioco offensivo, portano la partita a concludersi con uno scialbo 0-0.

L’impressione data da questa partita è che la squadra sia slegata e che le idee siano poche e confuse complice anche l’assenza di Suso, giocatore chiave nel gioco offensivo rossonero. Il post partita sui social e non è dei più concitati, molti vedono in Gattuso un uomo solo e destinato ad essere sostituito nell’immediato post gara o, al piu tardi dopo la gara contro la Spal. Per molti è “il miglio verde” della sua esperienza sulla panchina rossonera.

La vigilia di Milan-Spal è quindi delicata e pesante ma le parole di Leonardo ai giornalisti, dopo giorni di silenzio assoluto, riconsegnano fiducia all’ambiente scaricando di responsibilità Gattuso, di fatto confermato fino a fine stagione e motivando la squadra in vista della seconda fase di campionato.

Il risultato è evidente sin dai primi minuti della delicata partita con la compagine ferrarese. I ragazzi scendono in campo con una voglia di “azzannare” l’avversario che non si vedeva da giorni. il 4-3-3 di Gattuso, complice il rientro di Suso dal primo minuto e la scelta di optare per Castilljo sull’out di sinistra confermando Calhanoglu sul centro sinistra, sembra più fluido nella manovra. Il cambio di tendenza è evidente nel momento peggiore. Al 13′ Petagna, complice una deviazione sfortunata di Romagnoli, porta in vantaggio la Spal al primo tiro in porta. Sembra il preludio della fine, ma i ragazzi si gettano a capofitto in attacco alla ricerca del pareggio che si concretizza pochi minuti dopo con Castillejo che vince un contrasto al limite dell’area  e batte Gomis con un tiro nel set. La rimonta viene poi completata da Higuain nel secondo tempo con il gol di Higuain. Finalmente Higuain! Dopo due mesi di digiuno finalizza un’azione ben orchestrata partita dal solito out di destra e regala i tre punti ai rossoneri, che, a dirla tutta, nel finale rischiano di subire il beffardo pareggio in due occasioni su palle inattive, complice anche l’espulsione di Suso al minuto 89′. Dal punto di vista tattico la partita lascia degli spunti interessanti. La ritrovata sinergia sulla fascia destra tra Calabria (subentrato al comunque positivo Abate nella ripresa), Kessiè e Suso permette uno sviluppo armonico della manovra su questo lato. Si rivede finalemnte una giocata che aveva fatto la fortuna dei rossoneri nella prima parte di stagione con Suso che si accentra e, in posizione da rifinitore, detta il passaggio per la continua sovrapposizione di Calabria o dello stesso Kessiè che lavorano a pendolo mantenendo un saldo equilibrio. Allo stesso modo la scelta di Castillejo sull’out di sinistra permette una migliore chiusura delle azioni sul secondo palo di quanto fatto da Calhanoglu o dallo stesso Cutrone, spesso troppo vicino ad Higuain e troppo simile a quest’ultimo nei movimenti in area. Infine un accenno anche a Calhanoglu che, dopo settimane di nulla cosmico, nel nuovo ruolo di mezzala offensiva, giocando in posizione più centrale riesce a partecipare in maniera più propositiva all’azione di gioco, vedasi l’assist sul gol vittoria di Higuain. Ma la partita come detto non è solo luci. Tralasciando il fortunoso gol dell’1-0, è evidente come ancora una volta la gestione delle palle inattive sia un tallone d’achille della squadra di mister Gattuso. In questo senso il gap fisico con molte squadre è evidente ed anche “piccole” come la Spal riescono a dominare sotto questo aspetto, sul quale bisogna sicuramente lavorare.

Esatto lavorare, dev’essere questo l’imperativo di questi giorni di Gennaio. In mezzo al mare di voci di mercato e non, la cosa giusta per squadra e dirigenza dev’essere lavorare di comune accordo per permettere il raggiungimento del tanto agognato quarto posto che ora è a solo 1 punto. La ricetta giusta? Un mercato intelligente, non necessariamente “sbalorditivo” che consegni a Gattuso quei 2-3 tasselli che mancano e una crescita continua di staff tecnico e squadra, finalmente, almeno mediaticamente, non in squilibrio.

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