E’ sempre Cutro-gol. Un Milan camaleontico si prende il 4° posto!

by Antonio Mele | 4 dicembre 2018

Grande settimana quella appena trascorsa per i colori rossoneri, in pochi giorni è stata completata la rincorsa al 4° posto scavalcando la Lazio, bloccata sul pari da un ottimo Chievo, e ipotecata la qualificazione agli ottavi di Europa League (salvo imbarcate clamoroso al Pireo). Una settimana che ha visto grande protagonista il giovane centravanti rossonero Cutrone, autore di gol importantissimi e il pragmatismo di un Gattuso in netta crescita sul piano della gestione tattica e del gruppo. Ma oltre ai due condottieri rossoneri, è stata la settimana della strana coppia “Abate-Mauri”, spesso criticati dall’opinione pubblica ma capaci, con ottime prestazioni, di contribuire in maniera decisiva alle due vittorie rossonere. Ma, come sempre, andiamo per gradi. Il primo dei due impegni settimanali, ha visto il Milan impegnato in casa contro la formazione lussemburghese del Dudelange, fanalino di coda del girone di Europa League. Gattuso, reduce dall’amaro pareggio in casa della Lazio, decide di far rifiatare gran parte dei suoi uomini, schierando dal primo minuto, una formazione inedita. Modulo di base 4-4-2 con Higuain al fianco di Cutrone in attacco, un centrocampo con Halilovic, Bertolacci, Bakayoko e Calhanoglu e una linea difensiva tutta nuova con l’esordiente Simic a completare il reparto centrale al fianco del capitano di giornata Zapata, Laxalt e Calabria sugli esterni davanti al portiere di coppa Reina. Dall’altro lato il Dudelange schiera il solito 4-3-3 votato all’attacco e alla ricerca del palleggio in ogni zona del campo. Il primo tempo è scialbo, a tratti soporifero. Le distanze tra i reparti sembrano infinite e non convince l’atteggiamento di alcuni calciatori, scesi in campo probabilmente senza la giusta determinazione e voglia di far bene. Nello specifico la catena di destra, di solito il lato forte dell’attacco rossonero, sembra scialba con Halilovic che sebbene dotato di buona tecnica sembra totalmente avulso dalla manovra e alla ricerca della posizione. Allo stesso tempo accanto al solito ottimo Bakayoko, Bertolacci, probabilmente il peggiore in campo, sembra giocare a rallentatore facendo fatica a gestire il ritmo nelle due fasi. Al di là di questa doverosa premessa, i ragazzi riescono comunque subito a portarsi in vantaggio con il solito Cutrone che sfrutta un appoggio in area di Higuain e batte il portiere lussemburghese. E’ il minuto ventuno e sembra il preludio ad una serata tutto sommato tranquilla ma il Dudelange, squadra non particolarmente dotata sul piano tecnico ma ben messa in campo dal tecnico Topmuller, ricorda a tutti che nel calcio la voglia e la fame di gol spesso hanno la meglio sul tasso tecnico. Infatti al minuto 38, su calcio d’angolo Stoltz batte Reina con un tiro imprendibile di controbalzo, complice anche la mancata lettura difensiva di Calhanoglu che fa infuriare Mr. Gattuso. Il primo tempo si chiude quindi sull’1-1 risultato più che negativo per i rossoneri in chiave qualificazione.

Al rientro dagli spogliatoi  l’atteggiamento in campo della squadra sembra lo stesso del primo tempo tanto che incredibilmente il Dudelange si porta in vantaggio al 49′ sfruttando una palla vagante in area rossonera. 2-1 per i lussemburghesi davanti ai 15000 di San Siro attoniti. I successivi minuti di gioco vedono i ragazzi sempre più in bambola sul piano agonistico e Gattuso prova a correre ai ripari inserendo prima Suso e poi al 13′ Josè Mauri per un irritante Bertolacci. Ed è il cambio che non ti aspetti che ridà vigore alla manovra rossonera.  Mauri infatti a differenza del compagno, entra in campo con una carica agonistica unica, andando ad alzare il livello del pressing e aiutando Bakayoko a far salire il baricentro della squadra. Da quel momento in poi, il Milan torna in partita e in 30′ segna ben 4 gol chiudendo la gara sul 5-2. Da segnalare il ritorno al gol di Calhanoglu, mattatore della parte finale dell’incontro, aiutato sicuramente dal baricentro più alto della squadra, il gol di Borini appena entrato all’80’ e l’autogol propiziato da Simic, all’esordio assoluto in stagione che non ha per niente sfigurato al centro della difesa rossonera.

Vittoria dunque sofferta ma ampia, che permette di affrontare la trasferta di Atene con maggiore tranquillità in chiave qualificazione. Ma oltre a questo, la partita col Dudelange ha fornito spunti importanti per mister Gattuso. Innanzitutto la possibilità di contare su giocatori che fino a questo momento avevano giocato pochissimo come Simic e Mauri, dimostrando come il gruppo sia unito attorno al tecnico calabrese e l’adattabilità del modulo in base alle caratteristiche dell’avversario, come testimonia il passaggio dal 3-4-3 dell’Olimpico al vecchio caro 4-4-2 di Europa League.

Da questi spunti sono sicuramente influenzate le scelte del tecnico rossonero in vista della gara di Parma. In continuità con quanto detto, infatti, Gattuso decide di riproporre il suo caro 4-3-3 ma con interpreti diversi dalle ultime uscite. La scelta del 4-3-3 è sicuramente dovuta alle caratteristiche dei parmigiani, schierati anch’essi col medesimo modulo che vede due frecce sugli esterni come Gervinho e Biabiany, abilissimi a sfruttare gli spazi lasciati dagli avversari in contropiede. Proprio per arginare le frecce parmensi, Gattuso torna al passato schierandosi in maniera speculare, sfruttando le catene esterne in fase di non possesso con continui scambi e coperture. Dal punto di vista degli uomini in campo invece, la scelta ricade su Abate nell’inedito ruolo di centrale difensivo di una difesa a 4, per dare velocità e leadership alla retroguardia e su Josè Mauri, protagonista col Dudelange, per dare “garra” nel pressing accanto alla coppia d’ebano Kessiè-Bakayoko. La gara viene controllata sin dai primi minuti dai rossoneri che tengono il Parma chiuso nella propria metà campo sfruttando l’abilità di recupero e rilancio dell’azione di Bakayoko, sempre più prezioso in mezzo al campo, e la verve del solito Suso che arriva due volte alla conclusione trovando di fronte un ottimo Sepe. Il Parma dal canto suo si rende pericoloso solo su azione d’angolo con cross tagliati e giochi di blocchi al centro dell’area che impensieriscono la difesa rossonera. Il primo tempo si chiude quindi sullo 0-0 con il Milan che dà l’impressione di poter segnare da un momento all’altro mantenendo un costante possesso palla nella metà campo avversaria e arginando le rare ripartenze gialloblu con abili interventi dell’inedita coppia centrale Abate-Zapata.

Il secondo tempo si apre con il Milan sempre in attacco ma la formazione di Gattuso non riesce a trovare la via del gol complice la fitta rete di maglie parmensi a protezione del portiere Sepe. Gol che invece, inaspettatamente viene trovato dal Parma con la solita palla inattiva. Inglese anticipa Kessiè sul primo palo sfruttando il blocco di un compagno e mette dentro l’1-0. Gattuso corre subito ai ripari, inserendo Borini per Mauri, autore comunque di una prova sufficiente, passando al 4-4-2. La scelta di Borini ha una chiara motivazione, dare densità in area, permettendo a Cutrone di eludere al meglio la morsa su di lui preparata da Bruno Alves e Gagliolo e sfruttare al meglio il pressing per un recupero palla alto. E da una caparbia azione di pressing del nostro Patrick che si concretizza il gol del pareggio. Il numero 63 rossonero recupera caparbiamente palla sulla trequarti, cede a Suso e si posiziona in area, la sfera arriva al limite destro dell’area piccola dove lo stesso bomber rossonero con un mezza girata “alla Higuain” mette dentro il gol del pari. Un gol di voglia e di spirito combattivo che rilancia la manovra rossonera. Da quel momento il Parma sembra in balia dei ragazzi e presto va sotto per un rigore non visto dall’arbitro Calvarese ma valutato dal Var su mani di Bastoni. Dal dischetto questa volta nessun dubbio, Kessiè contro Sepe con l’ivoriano che spiazza il portiere ex Napoli. Da questo momento la gara per i ragazzi è in discesa con il Parma che prova a costruire ma senza mai riuscire ad essere pericoloso e i ragazzi che potrebbero chiudere la partita ma non sono bravi a sfruttare più di un contropiede pericoloso.

Seconda vittoria in 4 giorni che consegna il quarto posto solitario alla compagine di Mr. Gattuso che mostra una nuova faccia nella sua evoluzione sulla panchina rossonera. Se la gara di giovedì col Dudelange ha esaltato lo spirito di gruppo in giocatori poco utilizzati fino a quel momento, la partita del lunch match ha mostrato un Gattuso attento e camaleontico nel cambiare con attenzione le carte in tavolo sul piano tattico a bocce ferme e a gara in corso, dote indispensabile per un allenatore da grande squadra. Come sempre se vogliamo trovare un punto sul quale la squadra deve ancora crescere è la capacità di sfruttare al meglio le occasioni in contropiede e chiudere le partite prima che la roulette degli ultimi minuti risulti indigesta. L’impressione è che spesso ci sia poca lucidità nell’alzare la testa e cercare il compagno coi tempi giusti. Sicuramente Rino lavorerà su questo aspetto dando ai suoi “ragazzi terribili” un ampio ventaglio di soluzioni dalle quali attingere in questi frangenti, anche perchè è il momento di spingere ulteriormente avanti la macchina della classifica in attesa che il natale porti con se nuove forze dall’infermeria e dal mercato.

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