Diego Laxalt: uruguagio tutta fascia “catechizzato” da Tabarez

by Gabriele Amerio | 17 agosto 2018

Complice anche un Mondiale davvero oltre le aspettative disputato con la maglia dell’Uruguay, Diego Laxalt si è conquistato la chiamata del Milan, che si augura di aver pescato bene dal Genoa per rinforzare l’out mancino.

La trasformazione di Laxalt

Nato come esterno alto in un 4-2-3-1, Laxalt viene portato in Italia dall’Inter, squadra che non crede mai fino in fondo nel giocatore che viene parcheggiato in varie squadre di medio-bassa classifica in prestito. E proprio contro il Milan, Laxalt gioca la sua prima, vera, grande partita in Serie A: con la maglia del Bologna mette a segno una (allora) clamorosa doppietta, dimostrando che forse chi non credeva in lui si sbagliava.

Ma la definitiva consacrazione arriva a Genova, sponda rossoblu: agli inizi fatica come interno di centrocampo ma, grazie all’ennesima intuizione di Gian Piero Gasperini, tutto cambia quando viene dirottato sull’out mancino nel 3-5-2 o 3-4-3 dell’allenatore piemontese. Sulla fascia, Laxalt dimostra delle doti atletiche fuori dal comune e anche un buon senso tattico, risultando brillante in entrambe le fasi di gioco.

La saggia mano di Oscar Tabarez

Spesso scherzando (ma neanche troppo) si dice che i terzini sudamericani spesso si dimentichino di difendere, prediligendo la fase di spinta. Anche per Laxalt il discorso è valido: il numero 93 è un terzino decisamente di spinta, uno che spesso e volentieri sovrappone (e al Milan uno così manca da tempo) e che arriva puntualmente al cross.

Avendo giocato spesso come ala o comunque a centrocampo, questa propensione al calcio offensivo è comunque comprensibile. Ma, con una mano a dir poco saggia, Laxalt al Mondiale ha dimostrato di saper fare bene anche il terzino sinistro: merito di Oscar Tabarez, leggenda del calcio uruguagio che ha “catechizzato” l’ex Genoa rendendolo molto disciplinato anche in fase di copertura.

Un giocatore, vari schieramenti

Le possibilità di cambio modulo che offre Laxalt sono una potente arma, che mister Gattuso dovrà essere capace di gestire al meglio. La prima e più “ovvia” soluzione è quella del terzino di sinistra nel 4-3-3, ruolo che l’uruguaiano potrà ricoprire anche grazie all’aiuto prezioso di Bakayoko. Rispetto a Ricardo Rodriguez, suo naturale ricambio, è un terzino molto più dinamico e che sovrappone con ottima frequenza.

Altro schieramento possibile in cui Laxalt si troverebbe a proprio agio prevede il passaggio alla difesa a 3, ipotesi che Gattuso in conferenza stampa aveva ammesso di considerare: in un 3-5-2 o 3-4-2-1 che sia, Laxalt sarebbe il giocatore ideale per arare la fascia mancina e fornire palloni precisi e puntuali a Higuain.

Altra soluzione, questa meno probabile, potrebbe vedere Laxalt alzato sulla linea dei centrocampisti, in un 4-4-2 che si presta al servizio di un attacco a due, verosimilmente formato da Higuain e Cutrone. Questa potrebbe essere anche una soluzione a partita in corso, magari per recuperare una situazione di svantaggio o per cercare di trasformare il pareggio in vittoria.

Il posto da titolare di Laxalt non è sicuro: ciò che è certo, però, è che l’uruguaiano è tutt’altro che un colpo “tappabuchi”.

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