Milan-Fiorentina1-3: le dichiarazioni dei protagonisti. Giampaolo: “Avanti con le mie idee.” Maldini: “San Siro pesa per i giocatori.”

by Andrea Fabris | 30 Settembre 2019

Al termine della disastrosa sconfitta a San Siro contro la Fiorentina, Marco Giampaolo si è presentato di fronte ai microfoni di SKY Sport. Dopo di lui, ha parlato anche il dt Paolo Maldini, che ha difeso la posizione del tecnico.

Marco Giampaolo

Sulla squadra: “Tre giorni fa la squadra aveva fatto una partita ricca di personalità, avevo intravisto sprazzi di cose che a me piacciono. Oggi la partita è stata giocata male individualmente, con poco senso dell’ordine. Ci sono giovani forti che interpretano le cose in maniera individuale, ma la differenza la fa la squadra. Gli spunti individuali portano a disorganizzazione sul piano del gioco. Quando le cose non vanno bisogna aggrapparsi alle forza di essere squadra”.

Sui tifosi: “Sono abituati a ben altro, sono giustificati. Nulla da dire. Il tifoso paga, tifa Milan, ci mancherebbe. Dobbiamo andare oltre queste cose”.

Sulla dirigenza: “Ci ho parlato, mi assumo le mie responsabilità da allenatore. Vado avanti, sono convinto delle mie idee”.

Sulla gara: “Stasera sembrava che la squadra si fosse ritrovata a giocare a San Siro senza aver fatto un allenamento insieme, è questa la cosa che mi delude. Quando non riesci a mettere dentro contenuti rischi di perdere le partite”.

Sui giocatori: “La squadra mi era piaciuta a Torino, aveva dato buone risposte, oggi la partita pesava, dovevamo vincerla. Prima della gara ho detto ai ragazzi di giocare col braccio lunghissimo, non col braccino, senza aspettare gli eventi e fare in modo di crearseli. Eravamo meno brillanti, più frenati”.

Sul valore della squadra: “Devo tirar fuori il massimo dai miei calciatori, il mio obiettivo è rendere la squadra più squadra possibile, con meno fronzoli e più concretezza. Se non riesco ad esprimere lo stile Milan come qualità, metterò più quantità e la farò diventare più squadra”.

Sulle difficoltà: “Fare le cose insieme aiuta a superare le difficoltà, si riesce ad evitare di annegare individualmente”.

Paolo Maldini

Su Giampaolo: “L’allenatore è stata una scelta nostra, condivisa, lo difenderemo sempre, è giusto dargli tempo, sappiamo di avere una squadra giovane. Sappiamo quali potevano essere i problemi, pensavamo di far meglio, 4 sconfitte in 6 giornate sono veramente tante e la qualità del gioco non è soddisfacente”.

Sul momento: “In questo momento sembrerebbe non esserci una via d’uscita, ma la via d’uscita si ottiene attraverso il lavoro per migliorare un gioco che non scorre come dovrebbe. Sapevamo che affidandoci in un gruppo giovane, finché la leadership dell’allenatore non entra, è difficile. Va considerato anche San Siro e l’impatto sui giocatori”.

Sulle colpe: “La colpa è della società, dell’allenatore e dei giocatori. La dimostrazione dei tifosi che se ne sono andati è giusta. L’anno scorso non abbiamo offerto uno spettacolo bellissimo a livello di gioco anche se siamo arrivati ad un punto dalla Champions, i tifosi sono sempre stati lì. E’ normale che i tifosi abbiano protestato”.

Su cosa fare: “L’idea è di fare una sorta di autocritica generale, siamo alla sesta giornata di campionato, sembra tutto perso, molte volte le situazioni si ribaltano in un attimo. Quello che può preoccupare è l’involuzione tra la partita di Torino e quella di oggi”.

Sui problemi: “Siamo partita con la squadra rimaneggiata facendo buone partite in amichevole, poi quando siamo rientrati abbiamo trovato un po’ di traffico nella zona centrale del campo e abbiamo trovato molte difficoltà. La spiegazione può essere il fatto di giocare a San Siro, non si calcola questa cosa. Il blasone del Milan ti fa giocare con una maglia molto pesante, con l’idea della squadra di una volta, questo pesa sui nuovi arrivati”.

Sul ruolo: “Il ruolo è sempre a metà tra proprietà e direzione sportiva, si condividono i problemi con l’allenatore e con i giocatori. Abbiamo una squadra di bravissimi ragazzi, molte volte ci aspettiamo anche reazioni diverse, non del bravo ragazzo ma di chi tira fuori gli attributi. Erano cose che abbiamo messo in preventivo, affidarsi a giovani con poca esperienza ti espone a questi rischi”.

Sul modulo: “Il calcio non può essere limitato ad un numero, ad uno schema, le variabili sono enormi. Ci sono alti e bassi enormi. Devi essere pronto anche a capire dove c’è lo spazio, a dove poter fare male”.

 

Andrea Fabris (@andreafabris96)

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