Il derby che ci ha insegnato che nel calcio nulla è impossibile

by Daniele Esposito | 19 ottobre 2018

I tifosi milanisti di oggi sono abituati ad assistere a derby in cui in palio c’è la 5° o la 6° posizione in campionato, al massimo un posto per partecipare alla Champions League dell’anno successivo, piuttosto che l’accesso alle semifinali di Coppa Italia. C’era un tempo invece dove le stracittadine di Milano avevano un sapore diverso: sapore di scudetto, sapore di gettoni per giocarsi la finale di Champions League, partite in cui giocavano esclusivamente top player, giocatori che avrebbero di lì a poco vinto il pallone d’oro.

Nulla è impossibile nel derby di Milano

E allora, con la mente, proviamo ad andare indietro nel tempo, fino al febbraio 2004: Milano è frenetica, come al solito, e fa molto freddo; ma quel sabato sera si gioca un derby che scalderà gli animi di tutti i tifosi di calcio e che sarà destinato ad entrare nella storia del nostro campionato.

San Siro è sold-out e la partita inizia subito forte, con l’Inter che fa la gara e il Milan che aspetta e riparte. Calcio d’angolo per l’Inter, lo batte Stankovic, goal. Direttamente dalla bandierina, il pallone non viene toccato da nessuno e si insacca in fondo alla rete. Uno di quei goal che non capita spesso di vedere. La partita procede con il Milan destinato a inseguire. Altro calcio d’angolo per l’Inter, di nuovo il serbo dalla bandierina. La palla viene spazzata con i pugni da Dida e quasi viene da tirare un sospiro di sollievo, visto il precedente. Invece il pallone viene raccolto da Cristiano Zanetti al limite dell’aria che calcia, deviazione di Kaladze, goal. Stesso angolo di prima e 2-0 per l’Inter. Si va al riposo sotto di due goal con i tifosi rossoneri in preda alla desolazione. Ma il calcio si sa, può regalare sorprese…

Si scrive la storia

Nel secondo tempo il Milan si presenta in campo con la convinzione di potercela ancora fare. Pronti via, dopo dieci minuti pallone messo in mezzo da Cafù, Seedorf raccoglie la sfera e calcia, Toldo ribatte male e sulla palla si presenta Tomasson, puntuale all’appuntamento come spesso gli è capitato e, glaciale come il sangue di un crotalo, segna il 2-1 che torna a dare speranze ai rossoneri. Il Milan gioca aggressivo, la palla finisce tra i piedi di Kakà che parte da centrocampo e con una percussione centrale delle sue arriva al limite dell’aria, calcia con il destro una rasoiata che si infila in quell’angolo che tanto aveva creato dispiaceri ai tifosi del Milan. Goal, 2-2! I rossoneri pareggiano una partita che sembrava maledetta, ma soprattutto ci sono ancora tanti minuti da giocare e nell’aria inizia a sentirsi odore di impresa.

A cinque minuti dalla fine, Seedorf raccoglie la palla da sinistra e si accentra, dalla trequarti fa esplodere un destro che nessuno potrà mai dimenticare: Kakà si abbassa per far passare il pallone che si insacca inesorabilmente alla sinistra di Toldo. 3-2! Impresa! Carlo Pellegatti e l’indimenticato Claudio Lippi impazziscono di gioia. Tiziano Crudeli quasi piange. San Siro esplode. La partita finisce, il Milan consolida il primo posto in campionato che lo porterà a maggio a vincere il 17° scudetto. Ma questa partita entrerà nella storia delle stracittadine milanesi.

Ora un altro derby

Tifosi milanisti, in questa settimana che si concluderà con il derby, “teniamoci per mano”, fiduciosi di poter giocare in futuro tante altre partite di questo calibro, e capaci di toglierci parecchie soddisfazioni. Il derby rimane il derby, in palio, come al solito, c’è la gloria. E allora, tutti insieme: chi non salta è quella roba lì!

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