Verona-Milan, Giampaolo: “Hernandez mi piace, Rebic sta bene. L’Hellas non va sottovalutato…”

by Andrea Fabris | 14 Settembre 2019

In vista della gara di domani sera al Bentegodi contro l’Hellas Verona, il tecnico del Milan, Marco Giampaolo, ha presentato la gara e risposto alle domande dei giornalisti.

Sulla condizione della squadra: “Si sono allenati bene con grande professionalità, anche chi è andato in Nazionale ha lavorato bene e messo minuti nelle gambe. Sono rientrati tutti bene, hanno svolto gli allenamenti bene. Sono fiducioso, con il lavoro metteremo a posto tante cose, la squadra mi trasmette questa fiducia, fa le cose per bene e lavora bene con entusiasmo, il tempo metterà a posto le cose. La squadra migliorerà sempre e comunque, di questo sono sicuro.”

Su cosa vada migliorato: “Mi piace molto l’attaccamento dei giocatori a fare le cose, alleno 21 giocatori di campo e sono tutti dentro a fare le cose. La dedizione con la quale fanno le cose mi fa ben sperare. Vanno inseriti meglio tutti ma sono partecipi, devo pensare a rendere la squadra sempre più squadra. Voglio renderla sempre più riconoscibile e forte nelle due fasi, non in una soltanto.”

Sul ruolo di Lucas Paquetà: “E’ un calciatore che può fare entrambe le cose, sceglierò in base alle partite. Chi gioca trequartista deve imparare a fare l’attaccante. Lui ha caratteristiche da centrocampista, per giocare da trequartista deve imparare a muoversi da mezza punta.”

Sull’importanza di vincere domani in vista del derby: “E’ importante sempre vincere, sempre e comunque. Mi interessa poco che Verona sia un campo ostico per il Milan, credo poco a queste cose. La squadra deve lottare per vincere contro chiunque. E’ l’atteggiamento che fa la differenza, sull’atteggiamento sono convinto. I ragazzi si allenano con responsabilità e motivazioni.”

Su a che punto sia il suo Milan: “Non è il mio Milan, il Milan è dei milanisti, io lavoro su un’idea, su un comportamento. La differenza la fanno i giocatori con le loro qualità, cerco di dare una mentalità. Mi piace che la squadra giochi a calcio, abbia il predominio del gioco. Non c’è mai fine ai miglioramenti, il campionato italiano è sempre più equilibrato, le differenze sono sottili. I dettagli possono spostare gli equilibri, lavorare sui dettagli farà la differenza unita alla qualità dei giocatori.”

Su come stia Kzrzystof Piatek: “Mi è piaciuto in questi tre giorni. Piatek non deve essere un calciatore che pensa solo ad attaccare gli ultimi venti metri della porta e giocare un calcio piratesco, deve essere un giocatore completo. Mi è piaciuto molto in questa settimana, ha fatto le cose in maniera diversa. Avevo motivato la scelta di André Silva per quel tipo di caratteristiche, non è detto che Piatek non le possa fare. Al Milan non si può giocare sempre palla lunga in profondità, al Milan bisogna anche palleggiare. Lo sa fare, gliel’ho visto fare in allenamento, deve uscire fuori. E’ un giocatore completo e deve giocare da giocatore completo. Il gol non deve essere un’ossessione, lui deve pensare a giocare bene, il gol poi viene di conseguenza. Se giochi male fai più fatica a fare gol. Sono fiducioso anche su di lui. Giocherà attaccante, non da centrocampista…”

Sulla sua idea di gioco: “Dopo settanta giorni so come giocare, l’unica cosa che ho fatto è spostare Suso ed accentrare Castillejo. Ho portato Suso vicino alla sua mattonella, ma Suso può giocare a trequarti, sono convinto che lo può fare. Non abbiamo cambiato assolutamente niente, come se facessi giocare Hakan mezz’ala destra e non sinistra. Nella realtà non abbiamo cambiato niente, lavoriamo sulle stesse cose. Posso mettere un calciatore nelle condizioni di esprimersi meglio in un determinato ruolo ma resto convinto che Suso può giocare lì.”

Su chi critica la scelta di far giocare Samu Castillejo: “Su Castillejo mi offendo, è un grande lavoratore e mi piace anche. Al Milan non ci sono giocatori scarsi, ci sono giocatori più forti di altri, ma la squadra è molto giovane, alcuni possono diventare più forti di altri nel giro di qualche mese. Devo costruire una squadra, devo mettere insieme undici giocatori che facciano bene le cose. Devo essere credibile nei confronti di tutti. Il mio riferimento è la squadra, è come lavorano i giocatori, la loro crescita. Ho allenato giocatori che all’inizio non giocavano mai e poi sono diventati inamovibili. A far la differenza è stata la maturità, la dedizione, le mie scelte sono orientate alla crescita della squadra. Porterò avanti questo tipo di discorso valutando i giocatori in settimana. Non guardo alla carta di identità, all’ingaggio, a quanto è costato, altrimenti perderei di credibilità.”

Sulle polemiche in merito al poco minutaggio dei nuovi: “Undici giocano, dodici stanno fuori. C’è chi gioca e chi non gioca, non titolari e riserve. Le gerarchie dipendono dal lavoro quotidiano. Bennacer alla prima partita non poteva giocare, aveva fatto due allenamenti. In quel ruolo lì ho Biglia che è un grandissimo giocatore. Vado oltre queste considerazioni. Sono contento di allenare questo gruppo di ragazzi. A trequarti posso giocare anche con un centrocampista o con un attaccante, è come lavori che fai la differenza. Leao e Durate? Se giocasse Leao dovrei farne uscire un altro, così come Duarte. Biglia e Bennacer? Gioca uno dei due”.

Sul ruolo di Ante Rebic: “Lui dice che il suo ruolo ideale è esterno a sinistro, in Nazionale ha giocato anche punta e a destra. Sta bene sul piano fisico.”

Sulle condizioni di Theo Hernandez: “Ha recuperato bene, ha entusiasmo, argento addosso, mi piace. Deve migliorare la condizione, ma non giocherà domani.”

Su Leo Duarte: “Migliora, è un ragazzo intelligente, curioso. Quotidianamente va dai miei collaboratori per rivedere le cose, vuole migliorare, progredisce. La difesa è un reparto particolare per cambiare, arriverà il suo momento, ma Musacchio e Romagnoli stanno facendo le cose per bene. Musacchio è un giocatore forte e ha una buona leadership, non sottovalutatelo.

Sul Verona: “E’ una squadra che va presa con le molle, dobbiamo stare attenti, abbiamo lavorato molto. Mi aspetto una partita intesa, dobbiamo essere bravi nel palleggio. E’ una partita da giocare bene, le partite non le puoi sottovalutare mai, con nessuna squadra e nessun avversario, le vittorie e le sconfitte si nascondono in pieghe spesso invisibili. La squadra sa che partita ci aspetta domani.”

 

Andrea Fabris (@andreafabris96)

 

 

 

 

 

 

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