Calha dirige l’orchestra e la musica cambia: Bologna al tappeto (ma che fatica…)

by Antonio Mele | 29 aprile 2018

Un pomeriggio da montagne russe per i tifosi rossoneri, il Milan vince si a Bologna ma la prestazione è condita da molti alti e bassi. Da un lato le ottime giocate individuali di un Calhanoglu ispiratissimo, dall’altra i troppi errori sotto porta e qualche sbavatura difensiva, tengono la partita aperta fino al triplice fischio di Giacomelli.

Dal punto di vista tattico, dopo la brutta sconfitta con il Benevento, Gattuso ripropone il suo classico 4-3-3 con il ritorno dal 1′ di Calhanoglu come attaccante esterno sinistro pronto ad innescare, insieme al dirimpettaio Suso, la profondità del giovane Patrick Cutrone, ancora una volta preferito al croato Kalinic. In cabina di regia spazio al classe ’98 Locatelli, preferito a Montolivo per sostituire l’infortunato Lucas Biglia.

Sin dai primi giri d’orologio si capisce che sarà una partita dura. I ragazzi partono tenendo un possesso palla molto basso e con scarso ritmo. Il Bologna lascia palleggiare i difensori rossoneri ma appena la palla arriva in zona centrale il pressing e i raddoppi dei felsinei sono efficaci tanto da costringere spesso capitan Bonucci e Locatelli a sterili e spesso imprecisi lanci lunghi che diventano facile preda dei difensori rossoblù.

I primi minuti sono oggettivamente brutti, con il Milan che non riesce a rendersi pericoloso ed il Bologna che si difende con ordine, ma piano piano si iniziano a intravedere le novità apportate da Gattuso al suo sistema di gioco. Rispetto alle precedenti uscite la ricerca di Suso, particolarmente abulico, è molto limitata mentre aumentano di molto i movimenti senza palla delle due mezzali Kessie e Bonaventura. Altra novità è la posizione di Calhanoglu. Il “Turco10” abbandona puntualmente la fascia in fase di non possesso per entrare nel cuore dell’azione come un novello trequartista. Un altro piccolo accorgimento è la posizione di Rodriguez molto più basso e bloccato nella posizione di terzino sinistro di contenimento permettendo a Bonaventura e allo stesso Calhanoglu una maggiore libertà in fase offensiva.

Ed è proprio da questi accorgimenti che nasce il gol del vantaggio dei ragazzi. Sul lancio dalle retrovie, Kessie si butta per fare densità in area di rigore, spizza il pallone per Cutrone che vede Calhanoglu a rimorchio sulla trequarti, lo serve ed il turco batte Mirante con un bel tiro di prima intenzione.

E sulla falsa riga del primo gol, dopo una rete del Bologna giustamente  annullata dal Var dovuta al caso più che ad errori individuali o di reparto, il Milan prima della fine del primo tempo mette a segno il gol del 2-0 con il “solito” Bonaventura. Tutto nasce da un errato disimpegno difensivo del Bologna sul lato difensivo destro, la palla viene intercettata da Locatelli che verticalizza immediatamente su Calhanoglu che inventa da vero numero 10 un assist per l’accorente “Jack di cuori” che batte ancora una volta Mirante con un destro potente e preciso. 

La prima parte del secondo tempo è tutto di marca rossonera, con le maglie della difesa del Bologna che si allentano e concedono una vagonata di occasioni da gol nonsfruttate da Suso prima e Cutrone poi. In questa fase è spesso Kessie insieme al compagno Calabria sull’out di destra a creare la superiorità numerica con scambi veloci e attacco dello spazio con forza e personalità. in questo si vede ancora il lavoro settimanale del mister che ha provato a dare maggiore peso al contropiede rossonero spesso “arruffone” nelle precedenti uscite. Ancora molto da lavorare sulla precisione delle conclusioni e sull’attacco della porta da parte dell’esterno alto non in possesso palla. In questo senso Suso deve fare molto di più se vuole diventare un esterno d’attacco “totale”.

I tanti errori rossoneri permettono al Bologna di rientrare in partita e complice qualche piccola disattenzione difensiva, in particolare di un non attentissimo Bonucci, i Rossoblù trovano il gol del 2-1 con un colpo di testa di De Maio. Gli ultimi dieci minuti sono d’apprensione per il risultato ma il Bologna non riesce mai a rendersi realmente pericoloso. In questo senso vanno intesi i 3 cambi “conservativi” di Gattuso che inserisce Borini per uno stanco Calhanoglu, Montolivo per Bonaventura e Kalinic per Cutrone. 

In conclusione, una partita che rinfranca i rossoneri delle ultime giornate e consegna a Gattuso degli importanti spunti sui quali lavorare in settimana per affrontare in maniera ancora più convinta il duro finale di stagione. Oltre alla precisione delle conclusioni, il mister ha il compito di recuperare il miglior Suso, condizione fondamentale per un ritorno ad un gioco più fluido e sviluppato in maniera simmetrica su entrambi i lati del campo, che con un Calhanoglu in queste nuove vesti può essere decisivo per raggiungere gli obiettivi Europa League e Coppa Italia.


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