Un buon Milan alla prima uscita in ICC: i rossoneri perdono 1-0 col Bayern ma la base sembra buona. Suspense per Hernandez

by Gabriele Amerio | 24 Luglio 2019

Sebbene fosse una semplice e classica partita di “calcio di luglio”, Bayern-Milan di International Champions Cup è stato un buon test per capire a che punto sia il Milan di Giampaolo.

I bavaresi, più avanti nella preparazione fisica rispetto ai rossoneri, vincono di misura grazie al gol nel recupero del primo tempo a opera di Goretska, che sfrutta l’imbucata di Muller e taglia  la difesa sfruttando un calo di concentrazione di Strinic.

Nel complesso, però, si tratta di un buon test per i rossoneri. A differenza delle passate stagioni, dove spesso sono stati un handicap più che un valore aggiunto, i migliori in campo e maggiori beneficiari del lavoro di mister Giampaolo sono stati i terzini. Il migliore in campo per distacco è infatti Davide Calabria: il laterale bresciano non si è quasi mai fatto superare dai vari Coman, Davies e Alaba. Il prodotto del vivaio rossonero ha preso le misure nei primi 10 minuti per poi disputare un grande match di contenimento e spinta, limitando gli attacchi del Bayern. Positiva anche la prova di Theo Hernandez: il francese è apparso molto in forma, il migliore atleticamente. La sua spinta sulla fascia sinistra e le sue chiusure in area fanno ben sperare il Milan, che resta però in ansia dopo che il giocatore ha dovuto lasciare il campo a causa di una distorsione alla caviglia. Bene anche Matteo Gabbia, centrale difensivo aggregato in questa tournée, che ha disputato una prova molto attenta e precisa. Meno bene Strinic, che paga il lungo periodo di inattività.

Meno liete le note a centrocampo. Se Biglia ha mostrato ancora una volta di essere prezioso in fase difensiva e di recupero palla, l’argentino ha espresso ancora i suoi limiti in fase di costruzione, risultando lento ed impreciso. Partita incolore anche per Calhanoglu: nel nuovo ruolo disegnatogli da Giampaolo di mezzala destra, il turco non è riuscito a inventare gioco e disegnare imbucate per i compagni. C’è ancora da lavorare, ma sembra in netta ripresa rispetto alla scorsa stagione. Male, invece, l’altra mezzala Fabio Borini: il ragazzo, adattato al ruolo, ha alternato buone giocate a errori da matita blu che il maestro Giampaolo dovrà correggere.

Partita dalle due facce anche per Daniel Maldini. Il ragazzo, infatti, è apparso abbastanza in palla ed è stato bravo a interpretare il ruolo con molta grinta e dedizione. Da migliorare però sono a freddezza sotto porta (errore nel primo tempo) e la capacità di fare la scelta giusta: un paio di volte, con il compagno libero, Daniel ha preferito servire un altro giocatore, magari in posizione meno favorevole. Sufficiente comunque la sua prestazione.

Note dolenti anche in attacco: se l’unica occasione arriva da pasticcio del Bayern con Cutrone scaltro ad approfittarne, qualcosa non funziona. Piatek è sembrato un po’ troppo isolato (stesso problema dello scorso anno), mentre Castillejo non è riuscito a incidere.

Da segnalare nel finale gli ingressi di Mionic e Brescianini, due pedine che magari nei prossimi impegni contro Benfica e Manchester United potranno tornare utili.

Vero, è solo calcio di luglio, ma le indicazioni di questo test sono tutt’altro che negative.

a cura di Gabriele Amerio

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